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Alimentazione e Infiammazione

Ovvero come risolvere una serie di problematiche legate alle cattive abitudini alimentari.

Per “problematiche” non intendo solo i chili di troppo, che perseguitano una gran parte della popolazione infantile ed adulta, ma anche malesseri o patologie più o meno gravi, che possono ricevere giovamento od addirittura remissione totale seguendo uno schema di alimentazione congruo.

Sto parlando di dolori artritici, ed articolari in genere, allergie ed intolleranze, psoriasi, emicranie croniche, malattie degenerative, problemi digestivi e reflusso esofageo, stitichezza, stanchezza cronica ecc.

Spesso infatti la cattiva alimentazione è la causa scatenante e sostenente di questi malesseri e malattie, in quanto provoca un’autointossicazione ed un’acidosi dei tessuti.

Più diminuisce la riserva alcalina dei tessuti, più aumenta la possibilità di ammalarsi (ricordiamo che anche il sovrappeso e l’obesità sono malattie e causa scatenante di altre patologie correlate).

Una vera e propria interazione tra gli alimenti ed il processo infiammatorio purtroppo non è sostenuta da studi clinici eseguiti per ciascuna tipologia di alimento, comunque ne esistono alcuni che hanno, assunti in eccesso, un effetto di questo tipo.

A questa categoria appartengono i cibi confezionati e di preparazione industriale, in quanto ricchi di additivi e di grassi, soprattutto i fritti, i grassi idrogenati, la carne rossa (che, non dimentichiamo, contiene acido urico in abbondanza), lo zucchero bianco, che in quanto sbiancato chimicamente contiene residui tossici, le bibite gassate, che contengono conservanti, coloranti ed acido carbonico, i dolcificanti sintetici come l’Aspartame e la Saccarina, che hanno effetti simili a quelli dello zucchero bianco, il sale da cucina ed il sale iodato, che sono sali raffinati e sbiancati, sostituibili dal sale integrale, i latticini, soprattutto per chi è intollerante al lattosio, il glutine, specialmente per gli intolleranti ed i celiaci, e per ultimi gli alcolici, anche se nel vino rosso sono presenti sostanze con funzione antiossidante ed antinfiammatoria (naturalmente tutto dipende dalla quantità).

Le regole da seguire sono poche e le rinunce coinvolgono solo pochi alimenti, per altro facilmente sostituibili con altri altrettanto gustosi.

Vediamo subito cosa va ridotto od eliminato o sostituito nell’alimentazione quotidiana:

  • Ridurre od eliminare l’eccesso di carni rosse e l’utilizzo di carboidrati raffinati (farine bianche, zucchero bianco, pasta bianca, riso brillato ecc.), che spesso sono trattati chimicamente. Sostituire con carni bianche, pesce, cereali e derivati integrali, zucchero grezzo. In questo modo si ridurrà ampiamente l’apporto di grassi animali e si combatterà la stitichezza cronica, che impedisce la corretta eliminazione delle tossine proinfiammatorie.
  • Imparare a leggere attentamente le etichette dei cibi confezionati, che spesso sono un desolante elenco di conservanti, coloranti, addensanti e porcherie varie.
  • Gestire l’alimentazione nell’arco della giornata differenziando i cibi, ”segmentando” gli alimenti ed abbinandoli tra loro seguendo poche, semplici regole:
  • Non mescolare carboidrati e proteine, cioè cibi basici e cibi acidi.
  • Suddividere carboidrati e proteine nei pasti principali, cioè i carboidrati a pranzo e le proteine alla sera, per facilitarne la digestione e l’utilizzo per fornire in maniera corretta l’apporto nutrizionale all’organismo.
  • Le verdure, sostanzialmente neutre, serviranno da contorno mezzogiorno e sera.
  • La frutta, che potrebbe dar luogo ad indesiderate fermentazioni unita ad altri alimenti, è da consumarsi come intermezzo per lo spuntino di metà mattina e del pomeriggio.
  • La colazione, che dovrebbe essere il pasto più importante della giornata e fornire energia a pronto rilascio per affrontare il lavoro o lo studio, sarà composta di carboidrati (ad es. pane e marmellata), una bevanda (tè o caffè) non zuccherata (si intende con zucchero sbiancato) ma addolcita con un dolcificante vegetale o del miele o dello zucchero grezzo, un frullato od un succo di frutta “vera”, uno yogurt magro in cui la frutta “finta” sia sostituita da fragole, frutti di bosco o banana fresca.

Queste le regole ed i consigli generali, più nello specifico vorrei ricordare alcuni altri accorgimenti:

  • Ridurre od eliminare il sale da cucina, sostituendolo con erbe aromatiche in abbondanza e spezie
  • Ridurre gli alcolici (vino e birra non fanno male, anzi apportano elementi nutritivi importanti, è la quantità eccessiva che nuoce).
  • Preferire il latte, i formaggi ed i latticini di origine caprina ed ovina
  • Per condire usare olio extra vergine di oliva (poco!) ed aceto preferibilmente di mele, in quanto quello di vino, se non casalingo, è spesso addizionato di acido acetico e di metabisolfiti.
  • Se cucinate legumi non freschi, come pure orzo e farro integrali, lasciateli a bagno nell’acqua due o tre giorni per avviarne la germinazione, risulteranno più digeribili e nutrienti.
  • Scegliete pasta, riso, pane e cereali in genere integrali “veri”, il che significa non ricostituiti con farine raffinate a cui viene addizionata la crusca, perché i loro carboidrati complessi sono meno assorbibili e quindi in definitiva forniscono meno calorie. Inoltre le fibre non digeribili sono insostituibili per mantenere l’intestino pulito, con una flora batterica equilibrata e per eliminare le tossine.

Un’alimentazione corretta svolge un’azione benefica complessa nei riguardi dei vari organi e tra queste azioni è compresa la funzione antinfiammatoria a livello di vari distretti, soprattutto intestinale, muscolare ed articolare.

L’azione antinfiammatoria può essere esaltata e coadiuvata dai fitoterapici, tra i quali mi sento di raccomandare l’Artiglio del Diavolo (Harpagofitum Procumbens) ed il Ribes Nero (Ribes Nigrum) per bocca e la pomata o l’olio d’Arnica per massaggi ed applicazioni locali.

L’Artiglio del Diavolo, di cui si impiegano gli estratti delle radici, è una pianta rampicante africana, i cui principi attivi sono Harpacoside, Harpagide e Procumbide, glicosidi con effetto antinfiammatorio, analgesico ed antipiretico. Le indicazioni sono nella tendinite, osteoartrite, artrite reumatoide, cervicalgie ed infiammazioni dolorose della colonna vertebrale.

Il Ribes Nigrum è una pianta europea, di cui si impiegano gli estratti delle bacche, delle foglie e delle gemme, ricchi di Flavonoidi e Glicosidi, che stimolano la produzione di Cortisolo, che svolge una spiccata azione antinfiammatoria e quindi può essere impiegato per ridurre i dolori muscolari da affaticamento, quelli articolari, alla schiena ed artrosici in genere.

L’Arnica in estratto, olio, pomata, trova un valido impiego nella cura dei dolori reumatici, dei traumi e delle infiammazioni muscolo-tendinee ed articolari.

La Spirea Ulmaria (ricchissima di Salicilati non ulcerogeni),svolge azione antinfiammatoriaanalgesica ed antipiretica, in quanto inibisce la sintesi delle prostaglandine, responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò utilizzata per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, artrite reumatoide, dolori articolari, mal di denti, mal di schiena e cervicale.

L’Artiglio del Diavolo ed il Ribes Nigrum solitamente si impiegano come tintura madre per bocca, oppure il macerato glicerico sempre per bocca oppure con applicazione sulla zona dolente tramite Elettroporazione.

L’Arnica viene impiegata per uso topico, mai per bocca perché tossica, oppure come olio o pomata sempre tramite Elettroporazione.

La Spirea Ulmaria si utilizza normalmente come estratto secco in capsule o compresse od ancora come tintura madre, sempre per bocca.

Naturalmente nel regno vegetale sono molte di più le piante i cui principi attivi svolgono un’azione antinfiammatoria ed analgesica, queste sono le più facilmente reperibili e più utilizzate per questo tipo di patologie.

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