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Assorbimento Intestinale e Produzione Endogena di Vitamina D

La Vitamina D è una delle vitamine liposolubili, per cui la frazione di origine alimentare viene assorbita coi grassi dalle pareti intestinali, grazie all’azione emulsionante della bile, mentre quella endogena, che si forma per azione dei raggi solari nella cute, per reazioni biochimiche che hanno come precursore il deidrocolesterolo, viene veicolata nel torrente sanguigno.

E’ importante ricordare che più una cute è pigmentata, minore è la quantità di vitamina D che si forma, per cui maggiore è la quota da assorbire con gli alimenti ed inoltre l’azione delle creme solari con fattore di protezione superiore ad 8 ne inibisce la sintesi, per cui bisogna tener conto di questi effetti limitanti.

Sia la quota assunta con gli alimenti ed assorbita dall’intestino che quella endogena formatasi nella cute vengono trasportate al fegato per essere immagazzinate; altri depositi si trovano nella pelle, nel cervello, nella milza e nelle ossa.

I lassativi a base di olio minerale possono distruggere la parte già immagazzinata nel tratto intestinale.

La grave carenza di calcio riscontrata nei nefropatici è stata attribuita all’incapacità dello organismo di metabolizzare correttamente le vitamine. Miglioramenti significativi nell’assorbimento sono stati riscontrati in quei pazienti ai quali è stata somministrata una dose supplementare di vitamina D di 100 UI.

Il latte di mucca, ma anche il latte umano, non contiene quantità sufficienti di vitamina D è deve perciò essere integrato o vitaminizzato.

Si ritiene che la vitamina lavori insieme all’ormone paratiroideo per regolare il trasporto del calcio. La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio dal tratto intestinale e la scomposizione e assimilazione del fosforo necessario per la formazione delle ossa.

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