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Integratori e Dieta Dimagrante

Innanzi tutto va detto che non esiste un integratore miracoloso che faccia perdere massa grassa senza aggiunta di una serie di accorgimenti volti a migliorare l’alimentazione e stimolare il metabolismo. Se ne esistesse uno efficace, sarebbe una delle più grandi scoperte della Medicina!

La fonte energetica più importante per l’organismo è costituita dai Carboidrati e dai Lipidi, o Grassi che dir si voglia. Il potere calorico dei grassi è oltre il doppio di quello dei carboidrati (9 cal. contro 4 per grammo) e, mentre le scorte di glucidi dell’organismo sono piuttosto scarse, rappresentando circa l’1% del peso corporeo, quelle di lipidi sono quasi illimitate e crescono grazie ad un’alimentazione sregolata, disfunzioni ormonali e mancanza di esercizio fisico..

I grassi sono utilizzati dall’organismo per svariate funzioni, come la regolazione del metabolismo cellulare, il trasporto delle vitamine liposolubili, il mantenimento della normotermia e la sintesi ormonale, ma oltre certi limiti, e cioè quelli del fabbisogno fisiologico per mantenere le funzioni su accennate, si depositano impietosamente in tutte le parti del corpo, interne e soprattutto esterne, con simpatici effetti di arrotondamento della silhouette. Tipico esempio i glutei nelle donne ed il giro vita negli uomini.

E’quindi necessario forzare l’organismo a consumare la massa grassa in sovrappiù, senza creare deperimento della massa magra, come spesso avviene nelle diete squilibrate.

Partendo da questo presupposto, quello che posso consigliare qualora si volesse seguire una dieta dimagrante efficace e dagli effetti duraturi ( naturalmente cambiando in parte ed ottimizzando il proprio stile di alimentazione anche e soprattutto dopo il conseguimento degli obiettivi ) è di seguire uno schema alimentare collaudato e personalizzato, di dedicare almeno mezz’ora al giorno al movimento (basta la classica passeggiata a passo veloce senza interruzioni) ed assumere un integratore aminoacidico che sostituisca in toto od in parte l’apporto di proteine da altre fonti, in modo da ridurre od eliminare l’intake di grassi e zuccheri (o carboidrati che dir si voglia).

Data la mia pluriennale esperienza, mi sento di consigliare l’integratore che ritengo più valido sotto tutti i profili, e cioè il SON Formula, in quanto contiene tutti gli aminoacidi essenziali in sequenza ed in percentuale definita, con un NNU (Utilizzo netto di azoto) pari al 99% (secondo la Food and Drug americana, che lo ha certificato).

Questo significa che l’utilizzo degli aminoacidi in qualità di precursori della sintesi proteica è pressochè totale, non dando luogo alla formazione di cataboliti che sovraccaricherebbero inutilmente rene e fegato, come succede sia utilizzando gli alimenti come fonte proteica, che utilizzando i comuni integratori proteici.

I risultati di studi clinici comparativi in doppio cieco e triplo e quadruplo crossover sul NNU ( Net Nitrogen Utilization, o utilizzo netto di Azoto), condotti in America e pubblicati su PubMed, hanno evidenziato nei soggetti che hanno assunto SON Formula in sostituzione totale delle proteine alimentari come esso non produca scorie azotate e che l’NNU sia pari al 99% , cioé che 99 parti seguono la via anabolica e vengono quindi assimilate in toto, ed una sola parte viene escreta sotto forma di scorie. Un risultato eccezionale considerando che l’uovo, il migliore alimento proteico che ci dona la natura ha un NNU pari a circa il 65%, il tutto senza causare problemi di bilancio azotato e quindi senza carico per fegato e reni.

La composizione di Son formula è caratterizzata dalla proporzione dei diversi amminoacidi essenziali presenti in quantità bilanciata tale che non vi sono amminoacidi limitanti. Un’altra caratteristica del Son Formula è determinata dalla natura chimica dei suoi componenti, infatti, gli aminoacidi si comportano da anfoteri, acidi in ambiente basico e viceversa basici in ambiente acido avendo così un effetto tampone; gli amminoacidi rispetto alle proteine sono già predigeriti e vengono assimilati in meno di 30 minuti nel primo tratto del duodeno, il che lo rende essere utilizzabile con efficacia nei soggetti gastroresecati.

In Italia SON Formula è stato sperimentato in ambito ospedaliero per lungo tempo, in vari reparti di cliniche universitarie ed in studi medici, per varie necessità terapeutiche, dal dimagrimento al trattamento della malnutrizione senile, nei reparti di nefrologia per i dializzati ed i sofferenti di patologie renali fino al trattamento dei cachettici. Qui di seguito un esempio di uno studio compiuto su pazienti con diverso grado di sovrappeso ed obesità:

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Idrogeno

Troviamo l’Idrogeno nella Tavola Chimica degli Elementi al primo posto.

Come elemento è un gas inodore, incolore, insapore ed altamente infiammabile. Il significato letterale della parola Idrogeno è “generatore d’acqua”, in quanto due atomi di Idrogeno ed uno di Ossigeno formano il liquido più importante per la vita umana, animale e vegetale. Oltre che nell’acqua è presente in tutti i composti organici e negli organismi viventi. E’ proprio questa sua caratteristica a renderlo così importante per la vita, in quanto entra in tutte le reazioni biochimiche che avvengono negli organismi viventi, ricordiamo infatti che l’Idrogeno forma legami covalenti con l’Azoto nella struttura secondaria delle Proteine.

Ma la concentrazione di ioni Idrogeno è anche responsabile del pH, che significa “potenza d’Idrogeno”, che in una scala da 0 a 14 misura l’acidità o basicità di una sostanza, soluzione o tessuto vivente. Questo dato è importantissimo in quanto determina molte caratteristiche della struttura e dell’attività delle macromolecole (enzimi, proteine, DNA) e influenza direttamente la respirazione, l’attività renale, la funzionalità eritrocitaria ecc. Le attività vitali sono compatibili solo con minime variazioni del pH dei liquidi biologici intra- ed extracellulari . Questi fluidi posseggono particolari sistemi, detti sistemi-tampone , che operano attenuando le brusche variazioni di pH dovute ad alterazioni metaboliche, o respiratorie, o al contatto diretto con acidi e basi. Ne è un chiaro esempio il sangue, il cui valore di pH (in individui sani) è strettamente mantenuto a 7,4 da vari sistemi-tampone; quando questo valore è più basso si dice che l’organismo si trova in uno stato di acidosi, quando è più alto si parla di alcalosi.

Variazioni di pH possono avvenire per molteplici fattori, esogeni ed endogeni, come l’ingestione di particolari sostanze acide, di bevande gassate, ecc.,  ed uno dei più importanti mezzi che abbiamo a disposizione per controllare l’iperacidità o l’alcalinità, che come detto sopra, in stato di perfetto equilibrio deve essere contenuta nell’intorno del valore 7,4 è l’alimentazione.

Siamo noi stessi che, ingerendo cibi in maniera non equilibrata, contribuiamo a creare scompensi, a volte gravi, in quanto variazioni notevoli di pH possono contribuire a scatenare e sostenere patologie importanti. Una volta di più, conoscere le caratteristiche chimico fisiche degli alimenti che entrano nella nostra alimentazione quotidiana e ricorrere se necessario ad una corretta integrazione, se questo fosse ritenuto necessario dal terapeuta, si rivela indispensabile.

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Fagociti

I Fagociti, distinti in Macrofagi, Monociti e Granulociti Neutrofili,  sono gli utili killer dei microbi che, introducendosi nell’organismo, insidiano la nostra salute.

Sono cellule la cui funzione primaria è quella di identificare, ingerire ed eliminare i microrganismi attraverso un meccanismo che le richiama nei siti d’infezione, dove riconoscono ed ingeriscono i microbi mediante il processo di fagocitosi e quindi li inattivano uccidendoli. Oltre a ciò, i fagociti producono citochine che svolgono ruoli importanti nell’immunità innata e adattativa e nella riparazione dei tessuti.

I granulociti neutrofili, sono detti anche leucociti polimorfonucleati e costituiscono la popolazione cellulare più abbondante nell’ambito dei globuli bianchi circolanti e mediano le prime fasi della risposta infiammatoria, che è appunto il segnale dell’infezione in corso.

I neutrofili vengono prodotti dal midollo osseo e arrivano al sito d’infezione nell’arco di alcune ore dall’ingresso dei microrganismi. Se un granulocita neutrofilo circolante non viene richiamato in una sede di flogosi entro questo tempo, va incontro ad apoptosi ed è in genere fagocitato dai macrofagi residenti nel fegato o nella milza.

Il sistema dei fagociti mononucleati è costituito, invece, da cellule che hanno una linea di derivazione comune, la cui funzione primaria è la fagocitosi. Le cellule del sistema dei fagociti mononucleati hanno origine nel midollo osseo, circolano nel sangue, e maturano e si attivano in vari tessuti. La cellula che entra nel sangue dopo aver lasciato il midollo osseo non è completamente differenziata ed è chiamata monocita.

Essi hanno un nucleo ha forma di fagiolo e quando entrano nei tessuti maturano e diventano macrofagi, che sono in grado di fondersi, formando cellule giganti multinucleate. I macrofagi in tessuti diversi hanno ricevuto nomi speciali che definiscono la loro localizzazione specifica. Ad esempio nel sistema nervoso sono chiamati cellule della microglia, nei polmoni macrofagi alveolari e nell’osso sono chiamati osteoclasti. Comunque, i macrofagi rispondono rapidamente ai microrganismi quasi quanto i neutrofili, ma persistono per un tempo molto più lungo nella sede di infiammazione.

Le cellule dendritiche, invece, svolgono ruoli importanti nella risposta innata alle infezioni e nel collegare l’immunità innata a quella adattativa. Sono presenti nei tessuti linfoidi, nell’epitelio delle mucose e nel parenchima degli organi. Rispondono all’insulto causato dai microbi secernendo le Citochine.

Il richiamo di neutrofili e monociti dal sangue verso i siti di infezione è mediato dall’interazione con molecole presenti sulle cellule endoteliali e da sostanze chemiotattiche prodotte in risposta all’infezione. In assenza di attacco microbico, questi leucociti circolano nel sangue e non migrano all’interno dei tessuti. Ogni fase è controllata da tipo diversi di molecole.

Una volta che venga attivato il processo di fagocitosi, i neutrofili e i macrofagi ingeriscono i microrganismi riconosciuti e li racchiudono all’interno di vescicole dove avviene la loro uccisione.

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Globuli Bianchi o Leucociti

I leucociti, conosciuti anche con il nome di globuli bianchi, sono cellule presenti nel sangue la cui funzione principale è proteggere l’organismo attraverso l’attuazione di meccanismi di difesa contro microorganismi di varia natura (virus, batteri, miceti, parassiti) e contro corpi estranei penetrati nell’organismo, rappresentando di fatto uno dei fattori più importanti costituenti il nostro sistema immunitario.

Il meccanismo con cui agiscono è la fagocitosi, che permette alla cellula di inglobare virus, batteri, cellule intere e loro detriti, e qualsiasi altro genere di particolato. Negli animali, uomo compreso, esistono alcune cellule specializzate nella fagocitosi, in grado come tali di inglobare e digerire batteri ed altre particelle estranee. Questi pilastri del sistema immunitario sono i globuli bianchi, che assumono il nome generico di fagociti e sono rappresentati dai cosiddetti macrofagi (derivati dai monociti) e microfagi (leucociti neutrofili).

Oltre ad ingerire e distruggere i microrganismi invasori, questi spazzini fagocitano anche cellule morte, anomale o gravemente danneggiate, particelle insolubili e coaguli. In linea generale i granulociti neutrofili sono particolarmente attivi nella difesa dell’organismo da batteri piogeni, mentre i macrofagi sono più efficaci nella risposta all’infezione da microrganismi intracellulari. A fianco di queste cellule, per le quali la fagocitosi costituisce una funzione preminente, esistono anche i cosiddetti fagociti facoltativi (fibroblasti, mastociti, endoteliociti ecc.) per i quali il processo è del tutto marginale.

Esistono diversi tipi di globuli bianchi : granulociti neutrofili (40-75%), granulociti eosinofili (1-6%), granulociti basofili (0,1-2%), linfociti (20-50%), monociti o macrofagi (2-8%).

Quando questi valori nel sangue risultano alterati, significa che lo stato di salute generale dell’organismo è compromesso e sono in atto infezioni virali che interferiscono temporaneamente con la funzione del midollo osseo, patologie congenite caratterizzate da ridotta funzionalità del midollo osseo, cancro o altre malattie che colpiscono il midollo osseo, malattie autoimmuni in grado di distruggere i leuciti o le cellule del midollo osseo, infezioni molto severe che consumano i globuli bianchi del sangue più velocemente di quanto possano essere prodotti, oppure leucopenia indotta da farmaci.

Qualunque sia la causa, un valore cronicamente molto basso rende vulnerabili alle infezioni, ed è quindi importante valutare con il medico od il terapeuta come proteggersi e come individuare la causa scatenante.

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Sali Minerali

I Sali Minerali fanno parte di quegli elementi indispensabili per il funzionamento e la salute dell’organismo umano che non possono essere autoprodotti (sono definiti infatti Minerali Essenziali), ma necessariamente assorbiti con l’alimentazione.

Concorrono alla produzione di energia, alla formazione dei vari organi e tessuti ed all’equilibrio salino cellulare.

Si suddividono in Macroelementi e Microelementi, od Oligoelementi, a seconda della quantità in cui sono presenti nell’organismo.

Ai Macroelementi, che sono i costituenti fondamentali e strutturali delle molecole biologiche, o circolano nei fluidi extracellulari in forma ionica, appartengono Calcio, Fosforo, Magnesio, Sodio, Potassio, Cloro e Zolfo.

Agli Oligoelementi, dei quali alcuni sono estremamente tossici anche in quantità minime e di cui di alcuni non si conosce a fondo la funzione biochimica, appartengono  Ferro, Rame, Zinco, Fluoro, Iodio, Selenio, Cobalto, Cromo, Manganese, Silicio, Nichel, Vanadio e Tungsteno. Sono soggetti ad accumulo, e quindi esplicano attività tossica e cancerogenica se presenti oltre i limiti di soglia, per cui è sempre opportuno non ricorrere ad integrazioni, se non prescritte dal medico a fronte di carenze conclamate (es.Ferro o Iodio).

La principale fonte di apporto di questi elementi è l’acqua, oltre agli alimenti di origine vegetale, animale e minerale (principalmente il sale da cucina). Le quantità consigliate nella dieta umana variano secondo il peso corporeo, il genere, l’età, l’attività svolta, ma sulla base comune di parametri consolidati e definiti da Organismi Medici transnazionali.

I sali minerali presenti negli alimenti non sono termolabili, per cui non vengono modificati dalla cottura, tuttavia la loro concentrazione può diminuire in quanto essi possono parzialmente sciogliersi nell’acqua utilizzata, possono cambiare solubilità, legarsi e chelarsi a diverse molecole, e cambiare così la loro biodisponibilità. Il metodo di cottura a vapore dei cibi evita ad esempio la diluizione dei sali.

Normalmente una dieta alimentare equilibrata è sufficiente per l’acquisizione da parte dell’organismo della quantità di sali minerali necessari.

Un eccesso di Sali minerali nell’alimentazione porta sempre a complicanze più o meno gravi. Se prendiamo ad esempio il normale sale da cucina, o cloruro di sodio, l’eccesso di un suo utilizzo causa ritenzione idrica e scompensi della pompa cellulare sodio-potassio, producendo patologie cardiache anche gravi.

I Sali Minerali vengono eliminati con l’urina, le feci ed il sudore, per cui è buona norma, durante il periodo estivo, e comunque quando si svolgono attività aerobiche che incrementano notevolmente la sudorazione, bere molta acqua e mangiare molta frutta, per reidratarsi e rimpiazzare gli elettroliti perduti. L’integrazione va assunta solo in casi particolari di sforzi estremi e di effettiva necessità,   sotto controllo medico, altrimenti più che inutile diventa pericolosa per il buon equilibrio fisiologico.

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Funzione Epatica e Renale

Fegato e Rene, organi interni del complesso organismo umano (e non solo), rivestono un’importanza essenziale nel mantenerlo in buona salute.

Il Fegato è una delle poche parti dell’organismo che la scienza e la medicina non sono ancora state in grado di sostituire con l’equivalente biomeccanico, infatti, se nel caso del Rene è possibile sostituirne la funzione con gli apparecchi di dialisi, nel caso del Fegato ancora nulla è stato inventato.

Si tratta infatti dell’organo, più precisamente di una ghiandola, di dimensioni maggiori e più complesso del corpo umano, per quantità e varietà delle funzioni.

Alcune delle più importanti sono la Gluconeogenesi (formazione del Glucosio, nutriente principale delle cellule), la produzione della Bile (emulsionante dei grassi che si rendono così disponibili per l’assorbimento a livello intestinale), la sintesi del Colesterolo (essenziale, quando non in eccesso, per il buon mantenimento delle cellule), la sintesi dei Trigliceridi (fonte di energia per la vita cellulare), la sintesi dei fattori di coagulazione (Fibrinogeno e Trombina), la funzione di deposito di emergenza (Vit. B12, Ferro e Rame), la regolazione della concentrazione ematica delle sostanze nutrienti, l’escrezione delle sostanze che hanno svolto un’azione biochimica e quindi sono state rimpiazzate da altre attive ( es. Emoglobina ed Ammoniaca), la funzione di filtraggio e metabolizzazione delle sostanze tossiche assunte, che viene sfruttata anche per la somministrazione di alcune forme farmaceutiche, che in questo modo liberano la loro forma attiva grazie al lavoro epatico, la produzione, nei primi tre mesi di gestazione, dei globuli rossi nel feto, in attesa che il midollo osseo si sviluppi completamente.

Il sistema digerente demolisce le proteine negli amminoacidi costituenti, che poi vengono assorbiti a livello intestinale. Quando gli amminoacidi sono inglobati nelle cellule, alcuni vengono utilizzati direttamente per la sintesi di nuove proteine, altri subiscono la rimozione del gruppo amminico (-NH2) e vengono poi utilizzati come fonte di energia o per la sintesi di nuove molecole. I gruppi amminici vengono trasformati e liberati sotto forma di ammoniaca (NH3), che è molto tossica e viene elaborata nel fegato ad Urea ed Acido Urico, perdendo gran parte della tossicità. Il flusso sanguigno nell’apparato Cardiovascolare trasporta le sostanze nutrienti e l’ossigeno in tutti i distretti dell’organismo, dal centro verso la periferia, e ne riporta l’anidride carbonica e le scorie. Mentre l’anidride carbonica viene eliminata con la respirazione polmonare, le scorie azotate, come l’urea e l’acido urico, vengono in maggior parte concentrate ed eliminate dall’apparato renale ed urinario, il quale svolge anche altre funzioni: regola la concentrazione plasmatica di sodio, potassio, cloro, calcio ed altri ioni che vengono eliminati con le urine, regola la volemia e la pressione arteriosa attraverso il controllo dell’acqua persa con le urine, la liberazione di ormoni come l’eritropoietina (che stimola la produzione di globuli rossi) e la liberazione della renina, contribuisce alla regolarizzazione del pH ematico, svolge un’azione selettiva conservando elementi nutritivi come il glucosio e gli amminoacidi, che non vengono eliminati con le urine ma riassorbiti, agisce in tandem con il fegato nell’opera di disintossicazione dalle tossine esogene od endogene.

Il rene in definitiva funge da filtro ad osmosi inversa, recuperando parte dell’acqua, che è il maggior costituente dell’urina, concentrando le sostanze di scarto ed avviandole al sistema urinario per l’escrezione.

Fegato e Rene sono coinvolti quindi in numerose ed onerose funzioni, è quindi auspicabile che tutti siano a conoscenza degli effetti deleteri causati da fattori di stress tossico e da sovraccarico, e che siano informati  su come gestire la propria alimentazione, sull’uso corretto dei farmaci, sui principi e le pratiche di disintossicazione e sulla gestione di un’integrazione consapevole e mirata in caso di necessità.

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Fosforo

Il Fosforo, elemento chimico altamente reattivo, infiammabile e tossico, fa parte della categoria dei Macroelementi indispensabili per l’organismo, poiché è coinvolto in tutte le trasformazioni energetiche a livello cellulare: nel corpo umano è presente nel sangue, nelle ossa, nei denti, nel tessuto nervoso, nel cuore, nei muscoli, nelle molecole del materiale genetico (DNA e RNA) e nelle membrane cellulari.

Coadiuva l’assorbimento del calcio a livello intestinale, in quanto legandosi ad esso e dando luogo alla formazione di Fosfato di Calcio ne permette l’assorbimento a livello intestinale, per cui è impiegato sinergicamente nelle cure per l’Osteoporosi e risulta fondamentale per la formazione ossea.

Stimola il potere rigenerativo delle cellule, la produzione di energia ed il corretto sviluppo dell’organismo, migliora la memoria e rinvigorisce in caso di stanchezza e depressione in quanto svolge un’azione antiastenica a livello cerebrale.

Il fosforo entra nel meccanismo d’impiego delle vitamine ed è particolarmente efficace nelle patologie della vista, dell’udito e dell’olfatto. Inoltre, svolge una funzione tampone per il mantenimento dell’equilibrio del PH nel sangue.

La carenza di fosforo si può tradurre in demineralizzazione ossea, ritardo e alterazione nello sviluppo, disturbi cardiaci e neurologici, asma e spasmi respiratori, atonia muscolare, nervosismo, stress. Un eccesso invece può provocare uno squilibrio nell’assimilazione del calcio.

 

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Fibre Alimentari

Le Fibre Alimentari (distinte in Solubili ed Insolubili, che hanno in comune la capacità di inglobare liquidi),  possono essere considerate Alimenti Funzionali, detti anche Alicamenti, in quanto, essendo indigeribili, perché inattaccabili dagli Enzimi, non apportano nutrienti all’organismo, ma svolgono importanti funzioni per il benessere generale e del tratto gastro-intestinale in particolare. Chimicamente sono formate da gomme, lignina, cellulosa e carboidrati a molecola talmente complessa, che non possono essere utilizzati come nutrimento. L’apporto calorico è nullo.

Le fonti più importanti sono la verdura, i legumi, la frutta, i cereali integrali, che proprio grazie alle fibre hanno un indice glicemico molto basso. L’alimentazione standard è povera di queste fibre, in quanto si privilegiano alimenti di origine animale e prodotti come la pasta, il riso ed il pane lavorati, sbiancati e privati della loro parte corticale, che è rappresentata appunto dalla fibra.

E’ perciò importante cambiare le proprie abitudini alimentari inserendo nel menu quotidiano alimenti ricchi di fibre, in quanto esse concorrono a regolare l’alvo, combattere la stitichezza e prevenire emorroidi e diverticolosi. Queste sostanze e gli alimenti che le contengono sono efficaci anche nella prevenzione del cancro del colon e di alcune malattie metaboliche, come diabete e ipercolesterolemia in quanto hanno un elevato potere assorbente, fungono cioè da spazzini, inglobando tossine presenti nei cibi, colesterolo LDL e prodotti della fermentazione intestinale.

Dato che inglobano liquidi, aumentando notevolmente di volume, producono un importante effetto saziante, distendendo le pareti gastriche ed inibendo così i recettori che regolano lo stimolo della fame . Ecco perché sono consigliate anche nelle diete dimagranti.

Potrete facilmente trovare in internet le tabelle nelle quali sono rappresentati gli alimenti di origine vegetale ed il relativo contenuto in fibre alimentari.

Normalmente sono sufficienti per un adulto circa 30 g di fibre al giorno per mantenere in buona salute l’apparato gastro-intestinale, e questa quantità può essere raggiunta tramite un’alimentazione mirata oppure integrandola con alimenti funzionali od ancora assumendole disperse in un bicchiere di yogurt o di spremuta di frutta (la miglior fibra è costituita dalla Crusca di Avena Sativa).

Come per tutti gli alimenti ed integratori, superare questo limite è controproducente, in quanto un eccesso, invece di esercitare un’azione benefica, può causare disturbi gastro-intestinali come stitichezza, meteorismo, flatulenza e soprattutto inibire l’assorbimento da parte dei villi intestinali dei Sali minerali essenziali e delle vitamine.

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Ferro

E’ uno dei Macroelementi Minerali indispensabili per la salute dell’organismo umano (e non solo). Lo troviamo associato all’Emoglobina (Ferro Eminico), che svolge l’importante funzione di ossigenazione dei tessuti e nella Mioglobina che rappresenta la forma di riserva di Ossigeno a livello muscolare, oppure non legato (Ferro non Eminico), che costituisce la riserva organica.

E’ coinvolto, in qualità di componente di importanti sistemi enzimatici, in numerose reazioni del metabolismo energetico.

Le fonti nutrizionali principali da cui assumere Ferro sono principalmente le carni (in particolare il fegato), alcuni pesci e molluschi, i legumi, alcune verdure e frutti. Il fattore più importante, che ne regola l’assorbimento, non è la quantità presente negli alimenti, bensì la biodisponibilità, che risulta essere superiore nei derivati carnei (ferro eminico) che non in quelli vegetali o lattiero-caseari (ferro non eminico). Uno dei fattori che favoriscono l’assorbimento di Ferro non eminico è rappresentato dalla Vitamina C, che deve essere sempre presente in una quota di alimenti nella dieta quotidiana oppure oggetto di opportuna integrazione.

La dose giornaliera consigliata di Ferro, secondo l’IMS (Istituto mondiale della Sanità) è di circa 14 mg al giorno.

Una carenza di Ferro provoca nei casi più gravi Anemia, in quelli più lievi scarsa resistenza allo sforzo, diminuita capacità intellettiva, minori difese immunitarie, problemi in gravidanza ecc.

Un eccesso può provocare invece una superproduzione di radicali liberi.

Come detto sopra il Ferro risulta più assimilabile in presenza di vitamina C, per cui il consiglio è di accompagnare le pietanze che lo contengono con verdure, meglio se crude, che contengono vitamina C in quantità (Peperone, peperoncino, broccoli, cavolfiore, prezzemolo, crescione ecc.).

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Difesa Immunitaria

Il Sistema di Difesa Immunitaria è la risposta dell’organismo agli attacchi esterni ed interni portati da Batteri, Virus, altri microorganismi patogeni ed i loro prodotti, gli Antigeni. E’un sistema estremamente complesso, costituito da un insieme di cellule, tessuti ed organi diffusi in tutto l’organismo e collegati tra loro dai circoli sanguigno e linfatico, che svolgono la funzione di riconoscimento ed eliminazione delle strutture che potrebbero scatenare l’insulto patogeno.

L’organismo umano possiede due meccanismi di reazione distinti, ma che interagiscono tra loro:

  1. Immunità Aspecifica od innata, che si sviluppa a partire dal periodo prenatale con meccanismi specifici ed aspecifici e comprende la barriera cutanea e le mucose, la difesa fisiologica, la risposta fagocitaria e quella infiammatoria mediata dalle Citochine. Comprende il sistema del completamento, la migrazione dei globuli bianchi mediata dalla liberazione di Interferone, la lisi diretta dei batteri, le proteine plasmatiche deputate alla difesa immunitaria con funzione di reazione Antigene-Anticorpo, il sistema dei Fagociti mononucleati prodotti nel fegato, nel midollo Osseo e nei Linfonodi e le cellule Natural Killer, che provocano l’Apoptosi (morte) della cellula infetta tramite un meccanismo di perforazione della membrana e l’inoculo di Enzimi.
  2. Immunità Specifica od adattativa, che comprende mediatori chimici e cellulari responsabili di una risposta difensiva più potente e mirata in grado di riconoscere qualunque forma di antigene e di attaccarlo. Le cellule deputate a questo sistema di difesa sono i Leucociti, che si differenziano in Th1 (linfociti T helper 1) e Th2 (linfociti T helper 2), a seconda dell’antigene che devono contrastare.

Se l’agente patogeno è rappresentato da un virus o batterio intracellulare come quelli della Tubercolosi della Salmonellosi la risposta sarà di tipo Th 1, mentre se l’infezione sarà portata da un batterio extracellulare, come sono la maggior parte dei batteri, miceti od antigeni alimentari, in grado di scatenare intolleranze od allergie, la risposta sarà di tipo Th 2.

In un organismo sano i meccanismi Th 1 e Th 2 sono in equilibrio tra loro e, al momento dell’aggressione patogena, intervengono a seconda della necessità. Una volta risolto il conflitto, Th 1 e Th 2 ritornano in equilibrio. Se ciò non avviene, in caso quindi di un organismo defedato, e non si ricostituisce l’equilibrio, se prevale Th1 l’individuo ha una maggiore possibilità di sviluppare malattie di tipo autoimmune (sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete mellito, celiachia, etc.), mentre la persona il cui sistema immunitario è squilibrato verso Th2 può, con maggiore probabilità, soffrire di problematiche allergiche.

Ora, probabilmente è più chiaro il significato di equilibrio del sistema immunitario, ma soprattutto che da questo equilibrio dipende lo stato di salute dell’individuo.

Avere un sistema immunitario in equilibrio significa maggiori probabilità di prevenire le malattie e migliori possibilità di superarle rapidamente. Per ottenere ciò è indispensabile condurre una vita sana, alimentarsi correttamente e rafforzare le difese immunitarie con tutto ciò che ci offre la natura ed i migliori integratori.