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Metabolismo

Il Metabolismo Basale rappresenta il consumo energetico che viene impiegato dall’organismo per tutti i processi fisiologici vitali e coinvolge tutti gli organi, le ghiandole e la muscolatura volontaria ed involontaria, la generazione di nuove cellule e l’eliminazione di quelle vecchie o degradate. Quando il Metabolismo rallenta, per l’età oppure per altri fattori, tra cui la sedentarietà, la Massa Magra, cioè i muscoli, viene progressivamente sostituita da Massa Adiposa.

Le reazioni biochimiche metaboliche si suddividono in due “famiglie”:

  • Reazioni Cataboliche: sono quelle reazioni degradano le molecole complesse in molecole più semplici con rilascio di energia immagazzinata nelle molecole organiche. Esempi di reazioni cataboliche sono le reazioni della glicolisi, quelle del ciclo di Krebs ecc.. Le reazioni cataboliche producono residui che vengono eliminati tramite l’escrezione renale od intestinale.
  • Reazioni Anaboliche: in queste reazioni le molecole semplici vengono combinate tra di loro per sintetizzare i componenti strutturali e funzionali delle cellule, a partire dagli aminoacidi per formare le proteine, oppure dal glucosio per formare il glicogeno. Sono reazioni che richiedono un dispendio di energia superiore a quella prodotta e perciò sono le reazioni da stimolare quando si voglia convertire la massa grassa in massa magra.

Questo significa che, a parità di calorie introdotte con l’alimentazione, un individuo può ingrassare più di un altro in funzione più che della propria alimentazione, del proprio stile di vita, a seconda che l’equilibrio sia spostato più sulla via catabolica rispetto a quella anabolica.

E’ quindi estremamente importante rapportare la propria alimentazione al reale fabbisogno giornaliero, che è il risultato della somma del metabolismo basale e dell’attività fisica.

Non si può prescrivere una dieta dimagrante, oppure impostare una dieta equilibrata per uno sportivo praticante o semplicemente alimentarsi per mantenere al meglio le proprie funzioni vitali prescindendo dalla conoscenza delle abitudini alimentari, e quindi della composizione della dieta quotidiana, e della condotta di vita del soggetto.

Dato che la misurazione del metabolismo basale in maniera strumentale è estremamente complessa, normalmente si ricorre a formule matematiche che tengono conto di alcuni parametri, come sesso (il metabolismo basale è più elevato negli uomini rispetto alle donne), età, altezza, peso, debitamente corrette secondo lo stile di vita del soggetto (sedentario, sportivo, esercitante lavori manuali pesanti ecc.).

Schematicamente l’attività può essere suddivisa in leggera, moderata ed intensa.

  • Leggera è l’attività tipo di chi svolge lavoro d’ufficio o studia, dedicando non più di ½ ora al moto, inteso come camminata.
  • Moderata quella di chi svolge lavoro sedentario ma dedica dalle 3 alle 6 ore settimanali a sport aerobici.
  • Intensa è l’attività di chi svolge lavori manuali che comportino sforzi importanti oppure pratichi sport aerobici per 10-12 ore settimanali.

Una volta determinato quale sia il metabolismo basale dell’individuo in questione ed apportati gli opportuni correttivi sarà agevole determinare quale dovrà essere la sua alimentazione standard nell’arco della giornata.

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Linfociti

I linfociti sono globuli bianchi essenziali per la risposta immunitaria dell’organismo, in quanto sono gli autori della risposta immunologica acquisita, ossia di quella reazione di difesa contro i microrganismi estranei non innata, ma che viene indotta tramite l’introduzione di un antigene. Si distinguono in tre popolazioni linfocitarie: linfociti T, linfociti B e linfociti Natural Killer (anche linfociti NK).

I linfociti T sono capaci di riconoscere e distruggere le cellule infettate, prevenendo la riproduzione del patogeno e delle cellule impazzite (tumorali) con un meccanismo tipico di ogni individuo, che è poi quello che causa il rigetto nei trapianti. La differenza con i linfociti B (detti anticorpi o immunoglobuline) è che mentre questi ultimi sono in grado di legarsi direttamente agli antigeni, le cellule T si legano soltanto ad altre cellule umane che presentano frammenti di antigene, perché infettate  oppure perché deputate alla digestione dell’estraneo . Nel primo caso, l’intervento dei linfociti T citotossici porta alla distruzione della cellula infettata, nel secondo l’intervento dei linfociti T helper aumenta la risposta immunitaria.

I linfociti B possono essere paragonati a tante sentinelle, ognuna delle quali possiede un numero esiguo di cloni capaci di riconoscere un ben preciso antigene grazie alla presenza di recettori (anticorpi) sulla propria membrana esterna. Quando nel torrente sanguigno un linfocita B incontra il proprio antigene, prolifera diverse volte dando origine a cellule figlie dette cloni; una parte della popolazione clonale si attiva in plasmacellule, che sintetizzano in gran quantità gli anticorpi specifici presenti sulla membrana del loro precursore; la rimanente quota funge da serbatoio di memoria contro future infezioni, che verranno contrastate in maniera più rapida ed efficace. La produzione dei cloni linfocitari avviene sotto lo stimolo dei linfociti T helper. Gli anticorpi prodotti dalle plasmacellule, noti anche come immunoglobuline, si legano agli antigeni segnalandone la pericolosità alle cellule preposte alla loro distruzione.

I linfociti T non sono rappresentati da una popolazione omogenea, ma questa risulta formata da diverse sottopopolazioni:

linfociti Tc, citotossici o linfociti Natural Killer intervengono nella risposta immunitaria precoce. Il loro nome ne lascia chiaramente trasparire la funzione biologica: i linfociti natural killer, infatti, inducono al suicidio la cellula bersaglio (in particolare quelle tumorali infettate da virus). Allo stesso tempo secernono varie citochine antivirali, che inducono le cellule non ancora infettate ad attuare meccanismi in grado di inibire la replicazione dei virus.

linfociti Th (T helper): stimolano e sostengono l’azione di riconoscimento e quella di risposta dei linfociti T e B (favorendone la differenziazione in plasmacellule e la produzione di anticorpi); costituiscono il bersaglio elettivo del virus dell’AIDS (HIV);

linfociti Ts (T suppressor): bloccano l’attività dei linfociti T helper e citotossici;

linfociti T DHT (T Delayed Type Hypersensitivity): sono mediatori dei fenomeni infiammatori ed in particolare della ipersensibilità ritardata:

Al contrario dei linfociti B, la cui vita media è di pochi giorni, i linfociti T sopravvivono per diversi mesi o anni.

Esistono alcune sostanze che sono in grado di stimolare la produzione di linfociti. Ciò è particolarmente utile per rafforzare le difese immunitarie. L’aminoacido arginina, per esempio, è in grado di stimolare la produzione di linfociti T. In effetti bastano pochi giorni di assunzione di una dose di arginina non minimale (0,5 g per ogni 10 kg di peso) e il numero dei linfociti aumenta sensibilmente.

Si tratta nel complesso di cellule iperspecializzate, in grado di combattere ogni diverso antigene che aggredisca l’organismo. In caso di una prima esposizione immunologica i tempi di risposta sono piuttosto lunghi, ma grazie alla conservazione di una “memoria” i successivi attacchi vengono debellati in maniera assai più rapida ed efficace. E’ su questo principio che si basano le vaccinazioni.

Soltanto il 5% del patrimonio linfocitario dell’organismo è presente nel circolo sanguigno; la quota preponderante di linfociti si trova invece nei tessuti linfatici (milza, timo, e soprattutto linfonodi). A questo livello, i linfociti hanno la possibilità di maturare ed agire prontamente contro gli antigeni penetrati nell’organismo attraverso mucose o soluzioni di continuo della cute. In presenza di una severa infezione, i linfociti si moltiplicano velocemente, aumentando – talvolta in misura considerevole – il volume dei linfonodi.

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Ipoparatoroidismo

L’Ipoparatiroidismo è una sindrome che impedisce il corretto metabolismo dei componenti minerali della massa ossea, il Calcio ed il Fosforo.

Si manifesta come conseguenza di un deficit o dell’assenza completa di Paratormone, secreto dalle ghiandole Paratiroidi, per patologie ad esse legate, oppure per avvenuta ablazione chirurgica durante un intervento di tiroidectomia. Esso è caratterizzato da ipocalcemia e iperfosfatemia ed è spesso associato a tetania cronica.

L’ipoparatiroidismo idiopatico è una rara condizione nella quale le ghiandole paratiroidi sono assenti o atrofiche. Può presentarsi sporadicamente o come condizione ereditaria. Altre forme ereditarie comprendono la sindrome genetica dell’ipoparatiroidismo legato al cromosoma X, il morbo di Addison e la candidosi mucocutanea.

Lo pseudoipoparatiroidismo è un gruppo di disordini caratterizzati non dal deficit di PTH, bensì dalla resistenza degli organi bersaglio alla sua azione.

La caratteristica distintiva della sindrome di Ipoparatiroidismo è un’incapacità del rene di svolgere la sua normale funzione sul metabolismo di Calcio e Fosforo e, conseguente osteomalacia nel paziente affetto.

La terapia in caso di Ipoparatiroidismo conclamato è volta essenzialmente a normalizzare i livelli ematici di Calcio, e comprende infusioni endovenose di Calcio Gluconato, somministrazione di Vit. D, somministrazione di integratori di Calcio, il tutto sotto stretto controllo medico per evitare stati di Ipercalcemia.

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Integratori per Dimagrimento e Depurazione

Il primo e più importante concetto che è indispensabile avere ben chiaro è che non esistono integratori, sotto qualsiasi forma, che facciano magicamente dimagrire. Una bustina, una compressa, una capsula, un beverone non servono assolutamente a nulla se nel contempo non si seguono un regime alimentare ed uno stile di vita corretti, praticando del moto (senza eccessi) che aiuti a stimolare il metabolismo e, di conseguenza, l’eliminazione del tessuto adiposo. Certo, essi esplicano delle azioni di stimolo delle funzioni dell’organismo ed attenuano lo stimolo fisiologico della fame, con vari meccanismi, alcuni dei quali nocivi, ma comunque presi singolarmente non risolvono il problema alla radice, anzi spesso lo aggravano, causando una perdita di peso riconducibile al calo della massa magra, cioè della muscolatura, con conseguente inflaccidimento dei tessuti cutanei.

Partendo da questo presupposto, quello che posso consigliare a chi voglia dimagrire e nel contempo depurare l’organismo, è di seguire uno schema alimentare collaudato e per quanto possibile personalizzato, di dedicare almeno mezz’ora al giorno al movimento (basta la classica passeggiata a passo veloce continuativa) ed assumere un integratore di aminoacidi essenziali, cioè quelli che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare, che sostituisca in toto od in parte l’apporto di proteine da altre fonti, così da ridurre od eliminare l’intake di grassi animali e di scorie nocive per gli apparati escretori, la cui composizione sia caratterizzata dalla proporzione dei diversi aminoacidi , presenti in quantità bilanciata tale che non vi siano aminoacidi limitanti.

Un’altra caratteristica essenziale di tale integratore è determinata dalla natura chimica dei componenti, infatti gli aminoacidi si comportano da anfoteri, cioè acidi in ambiente basico e viceversa basici in ambiente acido, garantendo così un effetto tampone; il grande vantaggio sta nel fatto che gli amminoacidi rispetto alle proteine sono già predigeriti e vengono assimilati in meno di 30 minuti nel primo tratto del duodeno, potendo essere utilizzati con efficacia anche nei soggetti gastroresecati, e resi immediatamente disponibili nel circolo sanguigno per la sintesi proteica, con un apporto calorico pari a circa 40 calorie per 10 grammi di prodotto, che  equivalgono come contenuto proteico a 350 g di carne rossa. E’ intuitivo come un’integrazione effettuata con un prodotto avente queste caratteristiche, crei immediati vantaggi per chi voglia perdere peso, espresso in massa grassa, senza intaccare, anzi aumentando, la massa magra e la tonicità tissutale, e dato che l’utilizzo degli aminoacidi in qualità di precursori nella sintesi proteica è pressochè totale, non si ha formazione di cataboliti che sovraccaricherebbero inutilmente rene e fegato come succede con altri integratori proteici o con gli alimenti.

Data la mia esperienza, l’integratore che ritengo più valido sotto tutti i profili, in quanto contiene tutti gli aminoacidi essenziali, di derivazione vegetale, in sequenza ed in percentuale definita, con un NNU (Utilizzo netto di azoto) quasi totale secondo la Food and Drug americana, che lo ha certificato, è il SON Formula MAP, copiato da anni da svariati produttori, ma mai eguagliato.

E’ proprio questa sua particolarità, unica tra una miriade di proposte di integratori proteici, unita al fatto che il prodotto sia stato sperimentato in ambito ospedaliero per lungo tempo, in vari reparti di cliniche universitarie in Italia, dove i test sono stati eseguiti quando il prodotto è stato importato per la prima volta, per varie necessità terapeutiche, come il trattamento della malnutrizione senile, nella nutrizione dei nefropatici dializzati e sofferenti di varie patologie renali fino al trattamento dei cachettici, e precedentemente in America, in una struttura controllata dalla F.D.A., Food and Drug Administration, dove sono stati eseguiti studi clinici in doppio cieco e triplo cross over (doppio cieco significa che nè i medici né i pazienti erano a conoscenza di cosa assumessero, triplo crossover significa che c’erano tre gruppi di pazienti che sono stati alternati tra loro ). Questi studi hanno dimostrato come il Son formula non produca scorie azotate ed abbia un Utilizzo Netto di Azoto (NNU) pari al 99% , cioé su 100 parti, 99 vengono assimilate ed una sola parte viene escreta sotto forma di scorie, il che fornisce un risultato eccezionale, considerando che l’uovo, il migliore alimento proteico che ci dona la natura ha un NNU pari a circa il 65%, la carne rossa il 32% e la soia il 16 %, e ne fanno l’integratore di elezione per sostituire parzialmente od in toto le proteine animali (ed il supporto integrativo migliore per quelle vegetali nei vegetariani e vegani), il tutto senza sovraccaricare inutilmente fegato e reni, come purtroppo succede nelle diete iperproteiche.

E’ intuitivo come il poter sostituire un alimento con elevato contenuto di proteine, ma anche elevato tenore di grassi, avendo come effetto secondario una diminuzione dello stimolo della fame e dato che gli schemi alimentari suggeriti, che naturalmente differiscono tra loro nel caso di un’obesità conclamata, oppure in caso di semplice sovrappeso, prevedono un forte consumo di liquidi, verdura e frutta (che fornisce la quota di carboidrati necessari al buon funzionamento dell’organismo), oltre all’astensione da alimenti intossicanti, permette di raggiungere rapidamente e contemporaneamente uno stato di disintossicazione generale, che può essere ulteriormente accelerato o potenziato assumendo integratori opportuni, come la Zeolite e la Montmerillonite, idealmente contenute in Elkopur 312.

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Integratori e Dieta Dimagrante

Innanzi tutto va detto che non esiste un integratore miracoloso che faccia perdere massa grassa senza aggiunta di una serie di accorgimenti volti a migliorare l’alimentazione e stimolare il metabolismo. Se ne esistesse uno efficace, sarebbe una delle più grandi scoperte della Medicina!

La fonte energetica più importante per l’organismo è costituita dai Carboidrati e dai Lipidi, o Grassi che dir si voglia. Il potere calorico dei grassi è oltre il doppio di quello dei carboidrati (9 cal. contro 4 per grammo) e, mentre le scorte di glucidi dell’organismo sono piuttosto scarse, rappresentando circa l’1% del peso corporeo, quelle di lipidi sono quasi illimitate e crescono grazie ad un’alimentazione sregolata, disfunzioni ormonali e mancanza di esercizio fisico..

I grassi sono utilizzati dall’organismo per svariate funzioni, come la regolazione del metabolismo cellulare, il trasporto delle vitamine liposolubili, il mantenimento della normotermia e la sintesi ormonale, ma oltre certi limiti, e cioè quelli del fabbisogno fisiologico per mantenere le funzioni su accennate, si depositano impietosamente in tutte le parti del corpo, interne e soprattutto esterne, con simpatici effetti di arrotondamento della silhouette. Tipico esempio i glutei nelle donne ed il giro vita negli uomini.

E’quindi necessario forzare l’organismo a consumare la massa grassa in sovrappiù, senza creare deperimento della massa magra, come spesso avviene nelle diete squilibrate.

Partendo da questo presupposto, quello che posso consigliare qualora si volesse seguire una dieta dimagrante efficace e dagli effetti duraturi ( naturalmente cambiando in parte ed ottimizzando il proprio stile di alimentazione anche e soprattutto dopo il conseguimento degli obiettivi ) è di seguire uno schema alimentare collaudato e personalizzato, di dedicare almeno mezz’ora al giorno al movimento (basta la classica passeggiata a passo veloce senza interruzioni) ed assumere un integratore aminoacidico che sostituisca in toto od in parte l’apporto di proteine da altre fonti, in modo da ridurre od eliminare l’intake di grassi e zuccheri (o carboidrati che dir si voglia).

Data la mia pluriennale esperienza, mi sento di consigliare l’integratore che ritengo più valido sotto tutti i profili, e cioè il SON Formula, in quanto contiene tutti gli aminoacidi essenziali in sequenza ed in percentuale definita, con un NNU (Utilizzo netto di azoto) pari al 99% (secondo la Food and Drug americana, che lo ha certificato).

Questo significa che l’utilizzo degli aminoacidi in qualità di precursori della sintesi proteica è pressochè totale, non dando luogo alla formazione di cataboliti che sovraccaricherebbero inutilmente rene e fegato, come succede sia utilizzando gli alimenti come fonte proteica, che utilizzando i comuni integratori proteici.

I risultati di studi clinici comparativi in doppio cieco e triplo e quadruplo crossover sul NNU ( Net Nitrogen Utilization, o utilizzo netto di Azoto), condotti in America e pubblicati su PubMed, hanno evidenziato nei soggetti che hanno assunto SON Formula in sostituzione totale delle proteine alimentari come esso non produca scorie azotate e che l’NNU sia pari al 99% , cioé che 99 parti seguono la via anabolica e vengono quindi assimilate in toto, ed una sola parte viene escreta sotto forma di scorie. Un risultato eccezionale considerando che l’uovo, il migliore alimento proteico che ci dona la natura ha un NNU pari a circa il 65%, il tutto senza causare problemi di bilancio azotato e quindi senza carico per fegato e reni.

La composizione di Son formula è caratterizzata dalla proporzione dei diversi amminoacidi essenziali presenti in quantità bilanciata tale che non vi sono amminoacidi limitanti. Un’altra caratteristica del Son Formula è determinata dalla natura chimica dei suoi componenti, infatti, gli aminoacidi si comportano da anfoteri, acidi in ambiente basico e viceversa basici in ambiente acido avendo così un effetto tampone; gli amminoacidi rispetto alle proteine sono già predigeriti e vengono assimilati in meno di 30 minuti nel primo tratto del duodeno, il che lo rende essere utilizzabile con efficacia nei soggetti gastroresecati.

In Italia SON Formula è stato sperimentato in ambito ospedaliero per lungo tempo, in vari reparti di cliniche universitarie ed in studi medici, per varie necessità terapeutiche, dal dimagrimento al trattamento della malnutrizione senile, nei reparti di nefrologia per i dializzati ed i sofferenti di patologie renali fino al trattamento dei cachettici. Qui di seguito un esempio di uno studio compiuto su pazienti con diverso grado di sovrappeso ed obesità:

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Idrogeno

Troviamo l’Idrogeno nella Tavola Chimica degli Elementi al primo posto.

Come elemento è un gas inodore, incolore, insapore ed altamente infiammabile. Il significato letterale della parola Idrogeno è “generatore d’acqua”, in quanto due atomi di Idrogeno ed uno di Ossigeno formano il liquido più importante per la vita umana, animale e vegetale. Oltre che nell’acqua è presente in tutti i composti organici e negli organismi viventi. E’ proprio questa sua caratteristica a renderlo così importante per la vita, in quanto entra in tutte le reazioni biochimiche che avvengono negli organismi viventi, ricordiamo infatti che l’Idrogeno forma legami covalenti con l’Azoto nella struttura secondaria delle Proteine.

Ma la concentrazione di ioni Idrogeno è anche responsabile del pH, che significa “potenza d’Idrogeno”, che in una scala da 0 a 14 misura l’acidità o basicità di una sostanza, soluzione o tessuto vivente. Questo dato è importantissimo in quanto determina molte caratteristiche della struttura e dell’attività delle macromolecole (enzimi, proteine, DNA) e influenza direttamente la respirazione, l’attività renale, la funzionalità eritrocitaria ecc. Le attività vitali sono compatibili solo con minime variazioni del pH dei liquidi biologici intra- ed extracellulari . Questi fluidi posseggono particolari sistemi, detti sistemi-tampone , che operano attenuando le brusche variazioni di pH dovute ad alterazioni metaboliche, o respiratorie, o al contatto diretto con acidi e basi. Ne è un chiaro esempio il sangue, il cui valore di pH (in individui sani) è strettamente mantenuto a 7,4 da vari sistemi-tampone; quando questo valore è più basso si dice che l’organismo si trova in uno stato di acidosi, quando è più alto si parla di alcalosi.

Variazioni di pH possono avvenire per molteplici fattori, esogeni ed endogeni, come l’ingestione di particolari sostanze acide, di bevande gassate, ecc.,  ed uno dei più importanti mezzi che abbiamo a disposizione per controllare l’iperacidità o l’alcalinità, che come detto sopra, in stato di perfetto equilibrio deve essere contenuta nell’intorno del valore 7,4 è l’alimentazione.

Siamo noi stessi che, ingerendo cibi in maniera non equilibrata, contribuiamo a creare scompensi, a volte gravi, in quanto variazioni notevoli di pH possono contribuire a scatenare e sostenere patologie importanti. Una volta di più, conoscere le caratteristiche chimico fisiche degli alimenti che entrano nella nostra alimentazione quotidiana e ricorrere se necessario ad una corretta integrazione, se questo fosse ritenuto necessario dal terapeuta, si rivela indispensabile.

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Fagociti

I Fagociti, distinti in Macrofagi, Monociti e Granulociti Neutrofili,  sono gli utili killer dei microbi che, introducendosi nell’organismo, insidiano la nostra salute.

Sono cellule la cui funzione primaria è quella di identificare, ingerire ed eliminare i microrganismi attraverso un meccanismo che le richiama nei siti d’infezione, dove riconoscono ed ingeriscono i microbi mediante il processo di fagocitosi e quindi li inattivano uccidendoli. Oltre a ciò, i fagociti producono citochine che svolgono ruoli importanti nell’immunità innata e adattativa e nella riparazione dei tessuti.

I granulociti neutrofili, sono detti anche leucociti polimorfonucleati e costituiscono la popolazione cellulare più abbondante nell’ambito dei globuli bianchi circolanti e mediano le prime fasi della risposta infiammatoria, che è appunto il segnale dell’infezione in corso.

I neutrofili vengono prodotti dal midollo osseo e arrivano al sito d’infezione nell’arco di alcune ore dall’ingresso dei microrganismi. Se un granulocita neutrofilo circolante non viene richiamato in una sede di flogosi entro questo tempo, va incontro ad apoptosi ed è in genere fagocitato dai macrofagi residenti nel fegato o nella milza.

Il sistema dei fagociti mononucleati è costituito, invece, da cellule che hanno una linea di derivazione comune, la cui funzione primaria è la fagocitosi. Le cellule del sistema dei fagociti mononucleati hanno origine nel midollo osseo, circolano nel sangue, e maturano e si attivano in vari tessuti. La cellula che entra nel sangue dopo aver lasciato il midollo osseo non è completamente differenziata ed è chiamata monocita.

Essi hanno un nucleo ha forma di fagiolo e quando entrano nei tessuti maturano e diventano macrofagi, che sono in grado di fondersi, formando cellule giganti multinucleate. I macrofagi in tessuti diversi hanno ricevuto nomi speciali che definiscono la loro localizzazione specifica. Ad esempio nel sistema nervoso sono chiamati cellule della microglia, nei polmoni macrofagi alveolari e nell’osso sono chiamati osteoclasti. Comunque, i macrofagi rispondono rapidamente ai microrganismi quasi quanto i neutrofili, ma persistono per un tempo molto più lungo nella sede di infiammazione.

Le cellule dendritiche, invece, svolgono ruoli importanti nella risposta innata alle infezioni e nel collegare l’immunità innata a quella adattativa. Sono presenti nei tessuti linfoidi, nell’epitelio delle mucose e nel parenchima degli organi. Rispondono all’insulto causato dai microbi secernendo le Citochine.

Il richiamo di neutrofili e monociti dal sangue verso i siti di infezione è mediato dall’interazione con molecole presenti sulle cellule endoteliali e da sostanze chemiotattiche prodotte in risposta all’infezione. In assenza di attacco microbico, questi leucociti circolano nel sangue e non migrano all’interno dei tessuti. Ogni fase è controllata da tipo diversi di molecole.

Una volta che venga attivato il processo di fagocitosi, i neutrofili e i macrofagi ingeriscono i microrganismi riconosciuti e li racchiudono all’interno di vescicole dove avviene la loro uccisione.

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Globuli Bianchi o Leucociti

I leucociti, conosciuti anche con il nome di globuli bianchi, sono cellule presenti nel sangue la cui funzione principale è proteggere l’organismo attraverso l’attuazione di meccanismi di difesa contro microorganismi di varia natura (virus, batteri, miceti, parassiti) e contro corpi estranei penetrati nell’organismo, rappresentando di fatto uno dei fattori più importanti costituenti il nostro sistema immunitario.

Il meccanismo con cui agiscono è la fagocitosi, che permette alla cellula di inglobare virus, batteri, cellule intere e loro detriti, e qualsiasi altro genere di particolato. Negli animali, uomo compreso, esistono alcune cellule specializzate nella fagocitosi, in grado come tali di inglobare e digerire batteri ed altre particelle estranee. Questi pilastri del sistema immunitario sono i globuli bianchi, che assumono il nome generico di fagociti e sono rappresentati dai cosiddetti macrofagi (derivati dai monociti) e microfagi (leucociti neutrofili).

Oltre ad ingerire e distruggere i microrganismi invasori, questi spazzini fagocitano anche cellule morte, anomale o gravemente danneggiate, particelle insolubili e coaguli. In linea generale i granulociti neutrofili sono particolarmente attivi nella difesa dell’organismo da batteri piogeni, mentre i macrofagi sono più efficaci nella risposta all’infezione da microrganismi intracellulari. A fianco di queste cellule, per le quali la fagocitosi costituisce una funzione preminente, esistono anche i cosiddetti fagociti facoltativi (fibroblasti, mastociti, endoteliociti ecc.) per i quali il processo è del tutto marginale.

Esistono diversi tipi di globuli bianchi : granulociti neutrofili (40-75%), granulociti eosinofili (1-6%), granulociti basofili (0,1-2%), linfociti (20-50%), monociti o macrofagi (2-8%).

Quando questi valori nel sangue risultano alterati, significa che lo stato di salute generale dell’organismo è compromesso e sono in atto infezioni virali che interferiscono temporaneamente con la funzione del midollo osseo, patologie congenite caratterizzate da ridotta funzionalità del midollo osseo, cancro o altre malattie che colpiscono il midollo osseo, malattie autoimmuni in grado di distruggere i leuciti o le cellule del midollo osseo, infezioni molto severe che consumano i globuli bianchi del sangue più velocemente di quanto possano essere prodotti, oppure leucopenia indotta da farmaci.

Qualunque sia la causa, un valore cronicamente molto basso rende vulnerabili alle infezioni, ed è quindi importante valutare con il medico od il terapeuta come proteggersi e come individuare la causa scatenante.

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Sali Minerali

I Sali Minerali fanno parte di quegli elementi indispensabili per il funzionamento e la salute dell’organismo umano che non possono essere autoprodotti (sono definiti infatti Minerali Essenziali), ma necessariamente assorbiti con l’alimentazione.

Concorrono alla produzione di energia, alla formazione dei vari organi e tessuti ed all’equilibrio salino cellulare.

Si suddividono in Macroelementi e Microelementi, od Oligoelementi, a seconda della quantità in cui sono presenti nell’organismo.

Ai Macroelementi, che sono i costituenti fondamentali e strutturali delle molecole biologiche, o circolano nei fluidi extracellulari in forma ionica, appartengono Calcio, Fosforo, Magnesio, Sodio, Potassio, Cloro e Zolfo.

Agli Oligoelementi, dei quali alcuni sono estremamente tossici anche in quantità minime e di cui di alcuni non si conosce a fondo la funzione biochimica, appartengono  Ferro, Rame, Zinco, Fluoro, Iodio, Selenio, Cobalto, Cromo, Manganese, Silicio, Nichel, Vanadio e Tungsteno. Sono soggetti ad accumulo, e quindi esplicano attività tossica e cancerogenica se presenti oltre i limiti di soglia, per cui è sempre opportuno non ricorrere ad integrazioni, se non prescritte dal medico a fronte di carenze conclamate (es.Ferro o Iodio).

La principale fonte di apporto di questi elementi è l’acqua, oltre agli alimenti di origine vegetale, animale e minerale (principalmente il sale da cucina). Le quantità consigliate nella dieta umana variano secondo il peso corporeo, il genere, l’età, l’attività svolta, ma sulla base comune di parametri consolidati e definiti da Organismi Medici transnazionali.

I sali minerali presenti negli alimenti non sono termolabili, per cui non vengono modificati dalla cottura, tuttavia la loro concentrazione può diminuire in quanto essi possono parzialmente sciogliersi nell’acqua utilizzata, possono cambiare solubilità, legarsi e chelarsi a diverse molecole, e cambiare così la loro biodisponibilità. Il metodo di cottura a vapore dei cibi evita ad esempio la diluizione dei sali.

Normalmente una dieta alimentare equilibrata è sufficiente per l’acquisizione da parte dell’organismo della quantità di sali minerali necessari.

Un eccesso di Sali minerali nell’alimentazione porta sempre a complicanze più o meno gravi. Se prendiamo ad esempio il normale sale da cucina, o cloruro di sodio, l’eccesso di un suo utilizzo causa ritenzione idrica e scompensi della pompa cellulare sodio-potassio, producendo patologie cardiache anche gravi.

I Sali Minerali vengono eliminati con l’urina, le feci ed il sudore, per cui è buona norma, durante il periodo estivo, e comunque quando si svolgono attività aerobiche che incrementano notevolmente la sudorazione, bere molta acqua e mangiare molta frutta, per reidratarsi e rimpiazzare gli elettroliti perduti. L’integrazione va assunta solo in casi particolari di sforzi estremi e di effettiva necessità,   sotto controllo medico, altrimenti più che inutile diventa pericolosa per il buon equilibrio fisiologico.

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Funzione Epatica e Renale

Fegato e Rene, organi interni del complesso organismo umano (e non solo), rivestono un’importanza essenziale nel mantenerlo in buona salute.

Il Fegato è una delle poche parti dell’organismo che la scienza e la medicina non sono ancora state in grado di sostituire con l’equivalente biomeccanico, infatti, se nel caso del Rene è possibile sostituirne la funzione con gli apparecchi di dialisi, nel caso del Fegato ancora nulla è stato inventato.

Si tratta infatti dell’organo, più precisamente di una ghiandola, di dimensioni maggiori e più complesso del corpo umano, per quantità e varietà delle funzioni.

Alcune delle più importanti sono la Gluconeogenesi (formazione del Glucosio, nutriente principale delle cellule), la produzione della Bile (emulsionante dei grassi che si rendono così disponibili per l’assorbimento a livello intestinale), la sintesi del Colesterolo (essenziale, quando non in eccesso, per il buon mantenimento delle cellule), la sintesi dei Trigliceridi (fonte di energia per la vita cellulare), la sintesi dei fattori di coagulazione (Fibrinogeno e Trombina), la funzione di deposito di emergenza (Vit. B12, Ferro e Rame), la regolazione della concentrazione ematica delle sostanze nutrienti, l’escrezione delle sostanze che hanno svolto un’azione biochimica e quindi sono state rimpiazzate da altre attive ( es. Emoglobina ed Ammoniaca), la funzione di filtraggio e metabolizzazione delle sostanze tossiche assunte, che viene sfruttata anche per la somministrazione di alcune forme farmaceutiche, che in questo modo liberano la loro forma attiva grazie al lavoro epatico, la produzione, nei primi tre mesi di gestazione, dei globuli rossi nel feto, in attesa che il midollo osseo si sviluppi completamente.

Il sistema digerente demolisce le proteine negli amminoacidi costituenti, che poi vengono assorbiti a livello intestinale. Quando gli amminoacidi sono inglobati nelle cellule, alcuni vengono utilizzati direttamente per la sintesi di nuove proteine, altri subiscono la rimozione del gruppo amminico (-NH2) e vengono poi utilizzati come fonte di energia o per la sintesi di nuove molecole. I gruppi amminici vengono trasformati e liberati sotto forma di ammoniaca (NH3), che è molto tossica e viene elaborata nel fegato ad Urea ed Acido Urico, perdendo gran parte della tossicità. Il flusso sanguigno nell’apparato Cardiovascolare trasporta le sostanze nutrienti e l’ossigeno in tutti i distretti dell’organismo, dal centro verso la periferia, e ne riporta l’anidride carbonica e le scorie. Mentre l’anidride carbonica viene eliminata con la respirazione polmonare, le scorie azotate, come l’urea e l’acido urico, vengono in maggior parte concentrate ed eliminate dall’apparato renale ed urinario, il quale svolge anche altre funzioni: regola la concentrazione plasmatica di sodio, potassio, cloro, calcio ed altri ioni che vengono eliminati con le urine, regola la volemia e la pressione arteriosa attraverso il controllo dell’acqua persa con le urine, la liberazione di ormoni come l’eritropoietina (che stimola la produzione di globuli rossi) e la liberazione della renina, contribuisce alla regolarizzazione del pH ematico, svolge un’azione selettiva conservando elementi nutritivi come il glucosio e gli amminoacidi, che non vengono eliminati con le urine ma riassorbiti, agisce in tandem con il fegato nell’opera di disintossicazione dalle tossine esogene od endogene.

Il rene in definitiva funge da filtro ad osmosi inversa, recuperando parte dell’acqua, che è il maggior costituente dell’urina, concentrando le sostanze di scarto ed avviandole al sistema urinario per l’escrezione.

Fegato e Rene sono coinvolti quindi in numerose ed onerose funzioni, è quindi auspicabile che tutti siano a conoscenza degli effetti deleteri causati da fattori di stress tossico e da sovraccarico, e che siano informati  su come gestire la propria alimentazione, sull’uso corretto dei farmaci, sui principi e le pratiche di disintossicazione e sulla gestione di un’integrazione consapevole e mirata in caso di necessità.