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Azoto

di Fabio Cannilla.

L’Azoto è un elemento chimico con numero atomico 7, presente in natura nell’aria, di cui costituisce il 78,09% ed in numerosi composti minerali. Il significato della parola Azoto, che deriva dal greco, è A (privo) Zoè (di vita), in quanto non permette la combustione dell’ossigeno e di conseguenza la respirazione cellulare.

L’importanza dell’Azoto per la salute e la vita risiede nella sua forma coniugata nelle proteine, negli acidi nucleici, in alcune vitamine ed in altri composti organici presenti in tutti gli organismi animali e vegetali, in cui il legame Peptidico o Covalente dell’Azoto serve a conferire tridimensionalità alle strutture.

Tramite una reazione biochimica, la Deaminazione (che coinvolge le Proteine, le Basi Azotate, la Citosina, la 5-Metilcitosina e l’editing dell’RNA), l’Azoto, una volta esaurita l’importante funzione di legame, deve essere smaltito, poiché durante questa fase, legandosi ad una molecola d’acqua, dà luogo alla formazione di una sostanza altamente tossica, l’Ammoniaca. Questa reazione serve a riciclare gli Aminoacidi quando le proteine e le altre molecole abbiano esaurito la loro funzione.

Non è certo questa la sede nella quale approfondire questi concetti di Biochimica e Fisiologia, ma comunque è importante tenere ben presente quali conseguenze si possono verificare a valle di questo meccanismo qualora un evento stressante intervenisse a modificarlo in senso negativo.

Se l’organismo è in equilibrio e la Deaminazione avviene in modo corretto, l’ Ammoniaca che si è formata si lega all’Anidride Carbonica, formando un nuovo composto, l’Urea, meno tossica, che viene eliminata attraverso i reni nell’urina.

Se ciò non avviene correttamente, qualora per sovraccarichi del sistema digerente ed escretore dovute ad un’alimentazione sbilanciata o per altri fattori, si instaura uno stato di intossicazione generale dell’organismo, per il rilascio di un surplus di Ammoniaca che non può essere correttamente trasformata in Urea.

Le conseguenze potrebbero essere gravissime e scatenare patologie coinvolgenti gli organi deputati all’escrezione od addirittura causare mutazioni genetiche del DNA e RNA.

Come sempre, qualora non siano presenti a monte patologie debilitanti degli organi preposti all’escrezione od altri fattori intrinseci, l’alimentazione sana e bilanciata gioca un ruolo importantissimo che è alla base della salute generale dell’individuo e sicuramente è la prima medicina indispensabile al ristabilimento dell’equilibrio in caso di patologie pregresse!

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Assorbimento Intestinale e Produzione Endogena di Vitamina D

La Vitamina D è una delle vitamine liposolubili, per cui la frazione di origine alimentare viene assorbita coi grassi dalle pareti intestinali, grazie all’azione emulsionante della bile, mentre quella endogena, che si forma per azione dei raggi solari nella cute, per reazioni biochimiche che hanno come precursore il deidrocolesterolo, viene veicolata nel torrente sanguigno.

E’ importante ricordare che più una cute è pigmentata, minore è la quantità di vitamina D che si forma, per cui maggiore è la quota da assorbire con gli alimenti ed inoltre l’azione delle creme solari con fattore di protezione superiore ad 8 ne inibisce la sintesi, per cui bisogna tener conto di questi effetti limitanti.

Sia la quota assunta con gli alimenti ed assorbita dall’intestino che quella endogena formatasi nella cute vengono trasportate al fegato per essere immagazzinate; altri depositi si trovano nella pelle, nel cervello, nella milza e nelle ossa.

I lassativi a base di olio minerale possono distruggere la parte già immagazzinata nel tratto intestinale.

La grave carenza di calcio riscontrata nei nefropatici è stata attribuita all’incapacità dello organismo di metabolizzare correttamente le vitamine. Miglioramenti significativi nell’assorbimento sono stati riscontrati in quei pazienti ai quali è stata somministrata una dose supplementare di vitamina D di 100 UI.

Il latte di mucca, ma anche il latte umano, non contiene quantità sufficienti di vitamina D è deve perciò essere integrato o vitaminizzato.

Si ritiene che la vitamina lavori insieme all’ormone paratiroideo per regolare il trasporto del calcio. La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio dal tratto intestinale e la scomposizione e assimilazione del fosforo necessario per la formazione delle ossa.

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Ascorbato di Potassio

Un’Arma Efficace contro lo Stress Ossidativo e
per attivare la Funzione Immunostimolante

L’Ascorbato di Potassio, la cui efficacia è ben nota grazie agli studi del Dottor Gianfrancesco Valsè Pantellini, illustre chimico che condusse numerosi studi supportati da importanti pubblicazioni scientifiche sulle cellule neoplastiche, è uno dei presidi più importanti nella prevenzione delle malattie degenerative, e non solo.

L’impiego più noto della sua scoperta fu nel trattamento delle persone colpite dalla nuvola radioattiva sviluppatasi dallo scoppio del reattore nucleare della centrale atomica di Chernobyl, nell’allora Unione Sovietica, conseguendo importanti risultati nella cura delle patologie conseguenti, tanto che fu insignito di un’importante onorificenza.

La scoperta avvenne in modo del tutto casuale nel 1947 a Firenze, e da allora il Dottor Pantellini intensificò i sui studi sul protocollo impiegato su un paziente affetto da una malattia dichiarata incurabile, partendo dalla constatazione che alcuni studi precedenti avevano evidenziato un’alta percentuale di potassio all’interno delle cellule sane, percentuale che si abbassava drammaticamente nelle cellule ammalate.

Il primo lavoro scientifico del Dottor Pantellini fu presentato e pubblicato sulla Rivista di Patologia Medica nel 1970, dopo uno studio durato più di vent’anni, a cui fecero seguito altre pubblicazioni sull’argomento, e sopratutto una serie di successi terapeutici.

La scoperta è incentrata sui danni prodotti dall’alterazione della pompa Sodio /Potassio dallo Stress Ossidativo e dal conseguente squilibrio dell’equilibrio Acido- Base, che è stato dimostrato essere all’origine del conseguente scatenamento di una serie di patologie che minano l’organismo umano, più o meno importanti e debilitanti, ed attraverso gli studi effettuati è stato dimostrato che a scopo preventivo è sufficiente assumere una dose minima di integratore consistente in 150 mg di Acido ascorbico + 300 mg di Potassio bicarbonato purissimi e senza eccipienti.

Il potassio ha un’azione fondamentale per il benessere dell’organismo umano e per il corretto funzionamento di ogni cellula del nostro corpo.

Il liquido intracellulare infatti è ricco di Potassio e proporzionalmente povero di Sodio e Cloro. Il liquido extracellulare, al contrario, è ricco di Sodio e Cloro e meno ricco di Potassio.

L’equilibrio fra Sodio e Potassio è di fondamentale importanza per la salute dell’uomo.

Il Potassio è basilare per il tessuto muscolare, a cui dà vigore ed elasticità, con particolare riferimento al muscolo cardiaco.

Esso presiede all’eccitabilità dell’organismo (nervi, muscoli striati, muscoli lisci, ghiandole endocrine) e permette l’assimilazione delle proteine, dei glucidi e dei lipidi.

La sua carenza comporta un’anomalia del liquido intracellulare e quindi un indebolimento dell’intero organismo, un processo di invecchiamento rapido e precoce, un’accresciuta ricettività nei confronti di malattie infettive, metaboliche e degenerative.

Il Potassio e la vitamina C (Acido ascorbico) risultano inoltre estremamente importanti nel metabolismo osseo e quindi fondamentale la sua integrazione in caso di fratture, demineralizzazione, osteoporosi.

Secondo recenti studi medici (American Journal of Clinical Nutrition) la densità ossea risulta migliore nelle donne che assumono con regolarità Potassio e vitamina C.

Il Potassio infatti rallenta l’eliminazione del calcio e favorisce la formazione dell’osso, cui dà un importante contributo anche la vitamina C.

Un’alimentazione squilibrata, l’assunzione di determinati farmaci come diuretici o farmaci antidispeptici (per es. il bicarbonato di sodio), alcune malattie come la colite ulcerosa, le diarree acute o croniche, le malattie dell’assimilazione, del fegato (epatiti acute e cirrosi), l’eccesso di alcuni ormoni possono provocare carenza di Potassio.

Di qui la necessità di fornirlo all’organismo, nella forma più biodisponibile di Ascorbato di Potassio, tanto in caso di stati patologici manifesti, quanto in generale per garantire la salute e l’equilibrio dell’intero organismo.

Per ovviare agli inconvenienti che si possono verificare con prodotti non ben conservati, dato che l’Ascorbato di Potassio è molto igroscopico ed instabile, in quanto da luogo a fenomeni di ossidazione, è preferibile prepararlo al momento dell’uso, ed assumerlo al mattino a digiuno, sciogliendo in un dito d’acqua, utilizzando un cucchiaino in plastica, i due componenti, che reagiscono istantaneamente tra loro con una reazione di salificazione formando appunto l’Ascorbato di Potassio.

Per questi problemi che ne riducono l’efficacia abbiamo rivolto la nostra attenzione ad un integratore, il CK Promin, che si presenta in bustine monodose termosaldate e distinte per componenti che permettono di ottenerlo istantaneamente al momento dell’assunzione dall’unione di Acido Ascorbico e di Bicarbonato di Potassio, la cui perfetta conservazione viene garantita in CK dalle bustine termosaldate.

L’Ascorbato di Potassio così ottenuto assicura un’ottimale biodisponibilità e penetrazione cellulare dei suoi componenti.

Inoltre, la confezione in bustine permette di variare il dosaggio del prodotto qualora se ne presenti l’esigenza e secondo il consiglio del Medico, questo in caso di importanti patologie conclamate.

Ingredienti

Acido ascorbico, Potassio bicarbonato.

•Ogni bustina arancione contiene mg 150 di vit C.

•Ogni bustina azzurra contiene mg 300 di Bicarbonato di Potassio, pari a mg 117,5 di Potassio (K).

Campi d’impiego

CK PROMIN è indicato:

•In tutti i casi di scarso apporto o di aumentato fabbisogno di vitamina C e di Potassio.

•Per favorire la protezione delle cellule dallo stress ossidativo ed inibire l’azione tossica e mutagena dei radicali liberi.

•Per supportare la normale funzione del sistema immunitario, come difesa nei confronti di malattie infettive, metaboliche e degenerative.

•Per il buon trofismo di ossa, articolazioni, muscoli.

Modo d’uso

Per sostenere genericamente le fisiologiche difese immunitarie nei confronti di malattie infettive, metaboliche, degenerative, per combattere l’invecchiamento e mantenere il benessere e l’equilibrio dell’organismo, si consiglia di assumere una dose di Ascorbato di Potassio ( 1 + 1) per quattro, cinque mesi consecutivi. Interrompere un mese e ricominciare. Come supporto nelle terapie antidegenerative, due o tre dosi al dì, secondo prescrizione medica.

L’uso di CK PROMIN non comporta alcuna tossicità nè controindicazioni e l’integrazione puó essere continuata senza limiti di tempo.

Tutto sommato un ottimo supporto per predisporre al meglio l’organismo in vista dell’arrivo della cattiva stagione e delle patologie debilitanti ad essa legate.

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Aminoacidi

Quando si parla di nutrizione normalmente vengono in mente due famiglie principali, i Carboidrati e le Proteine.

Come i Carboidrati non sono composti da altro che zuccheri a catena più o meno ramificata, le Proteine, molto più complesse, sono formate da Aminoacidi, legati tra loro da un legame chimico che viene a formarsi tra un atomo di Carbonio di un Aminoacido con un atomo di Azoto di un secondo, con eliminazione di una molecola d’acqua.

Alcuni Aminoacidi contengono un atomo di Zolfo, oltre al Carbonio, Ossigeno, Idrogeno ed Azoto. Più Aminoacidi (da due a molti), unendosi tra loro formano le Proteine ed, a seconda del numero di legami peptici e quindi al numero di “mattoncini” che le compongono, le stesse vengono anche definite Dipeptidi, Tripeptidi, Oligopeptidi, Polipeptidi.

Dato che gli Aminoacidi si combinano variamente tra loro per formare le Proteine, indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo, essi devono essere introdotti con l’alimentazione o prodotti tramite reazioni biochimiche dall’organismo.

Su 20 aminoacidi che entrano nella sintesi proteica nell’organismo umano, 8 non sono producibili “in proprio”, bensì devono necessariamente essere assunti con i cibi. Sono proprio questi Aminoacidi, definiti “Essenziali”, che spesso non sono presenti in un’alimentazione sbilanciata, per cui è basilare conoscere a fondo le qualità nutrizionali di ciascun alimento in modo da combinarli opportunamente, specialmente se si segue un’alimentazione priva parzialmente o del tutto di proteine di origine animale. Gli Aminoacidi Essenziali sono: fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina.

Ma vediamo come funziona il meccanismo di assorbimento degli aminoacidi: le Proteine vengono trasformate nello stomaco e nel duodeno ed i legami peptidici vengono spezzati. Si liberano così i singoli Aminoacidi, che vengono assorbiti dalle pareti dell’intestino tenue e resi disponibili nel torrente sanguigno per avviare la sintesi di quelle proteine che l’organismo di volta involta richiede.

Il valore alimentare di una proteina è misurato secondo la sua capacità di rendere disponibili tutti ed 8 gli aminoacidi essenziali. Le cosiddette proteine nobili sono quelle che li contengono tutti e sono esclusivamente di origine animale. Le proteine vegetali non contengono MAI tutti gli aminoacidi essenziali, ma devono essere combinate tra loro per fornirli, come detto più sopra in riferimento all’alimentazione vegetariana e vegana.

In caso di aumentato fabbisogno o di deficit proteico (sport, dimagramento, cattiva od insufficiente alimentazione) una corretta integrazione con Aminoacidi puri, in modo da evitare un passaggio (da proteine ad aminoacidi), che prevede dei tempi di digestione lunghi ed un sovraccarico a livello epatico e renale, avrà sicuramente un’efficacia superiore rispetto ad un’integrazione con proteine ed inoltre eviterà un’eccessiva sovralimentazione con carni e latticini che fatalmente apportano una notevole quota di grassi.

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Alimentazione Prima Medicina

Non vi parlerò qui di miracoli e diete strepitose, di calorie e di bilance di precisione per pesare al grammo gli alimenti, ma semplicemente di come nutrirsi quotidianamente abbinando tra loro in maniera semplice e corretta gli alimenti che possono essere acquistati dal negozio sotto casa, eventualmente integrati con prodotti di comprovata efficacia e di origine naturale, per risolvere una serie di problematiche legate alle cattive abitudini alimentari.

Per “problematiche” non intendo solo i chili di troppo, che perseguitano una gran parte della popolazione infantile ed adulta, ma anche malesseri o patologie più o meno gravi, che possono ricevere giovamento od addirittura remissione totale seguendo uno schema di alimentazione congruo.

Sto parlando di dolori artritici, allergie ed intolleranzepsoriasi, emicranie croniche, malattie degenerative, problemi digestivi e reflusso esofageo, stitichezza, stanchezza cronica, ecc.

Spesso infatti la cattiva alimentazione è la causa scatenante e sostenente di questi malesseri e malattie, in quanto provoca un’autointossicazione ed un’acidosi dei tessuti.

Più diminuisce la riserva alcalina dei tessuti, più aumenta la possibilità di ammalarsi (ricordiamo che anche il sovrappeso e l’obesità sono malattie e causa scatenante di altre patologie correlate).

Le regole da seguire sono poche e le rinunce coinvolgono solo pochi alimenti, per altro facilmente sostituibili con altri altrettanto gustosi.

Vediamo subito cosa va ridotto od eliminato o sostituito nell’alimentazione quotidiana:

  • Ridurre od eliminare l’eccesso di carni rosse e l’utilizzo di carboidrati raffinati (farine bianche, zucchero bianco, pasta bianca, riso brillato ecc.), che spesso sono trattati chimicamente. Sostituire con carni bianche, pesce, cereali e derivati integrali, zucchero grezzo. In questo modo si ridurrà ampiamente l’apporto di grassi animali e si combatterà la stitichezza cronica, che impedisce la corretta eliminazione delle tossine.
  • Valutare attentamente la qualità del cibo che si acquista: in un mondo in cui la pubblicità martellante propone degli schemi di alimentazione che esulano totalmente da quello che è il corretto modo di alimentarsi e dei cibi-spazzatura che lungi dal nutrire avvelenano l’organismo, è possibile comunque voltare pagina, nutrirsi consapevolmente e, spesso, vedere risolti i propri problemi in pochi giorni o settimane.
  • Imparare a leggere attentamente le etichette dei cibi confezionati, che spesso sono un desolante elenco di conservanti, coloranti, addensanti e porcherie varie.
  • Bandire la pigrizia e dedicare più tempo a sé stessi ed ai propri famigliari (non è facile, ma non impossibile), per di più risparmiando. Quindi eliminare ciò che si trova a portata di mano negli scaffali dei supermercati e cioè le merendine piene di grassi idrogenati, i biscottini con più conservanti che farina, le bibite gassate piene di zucchero e coloranti, i “menu” ipercalorici e farciti di grassi, il pane confezionato che magicamente si mantiene morbido per mesi e così via, e tornare alle sane abitudini di una volta, cioè una fetta di pane, magari casereccio, con un cucchiaio di marmellata o miele, un bicchiere di latte (di capra o di soia), una spremuta d’arance od un frullato di frutta di stagione, dei biscotti fatti in casa con poco zucchero, ingredienti sani e tanto amore.
  • Cercare di acquistare prodotti di provenienza certa, per intenderci non pomidoro cinesi o mozzarella ungherese. Oggi è semplice entrare in un gruppo d’acquisto che si serve da produttori seri o servirsi presso uno dei tanti mercati degli agricoltori, nei quali si trova la verdura raccolta il giorno prima o la mattina stessa, e non conservata per lunghi periodi in atmosfera modificata, il pollo allevato a terra e non in una gabbietta, e la frutta della stagione corrente che non ha percorso migliaia di chilometri.
  • E una volta che avrete acquistato dei cibi sani cosa bisognerà imparare? Sicuramente come gestire l’alimentazione nell’arco della giornata, per evitare gonfiori, sonnolenza, disturbi intestinali ed altri malesseri. E’ difficile da farsi? E’un segreto per pochi iniziati? Assolutamente no, basta solo ”segmentare” gli alimenti ed abbinarli tra loro seguendo poche, semplici regole:
  • Non mescolare carboidrati e proteine, cioè cibi basici e cibi acidi.
  • Suddividere carboidrati e proteine nei pasti principali, cioè i carboidrati a pranzo e le proteine alla sera, per facilitarne la digestione e l’utilizzo per fornire in maniera corretta l’apporto nutrizionale all’organismo.
  • Le verdure, sostanzialmente neutre, serviranno da contorno mezzogiorno e sera.
  • La frutta, che potrebbe dar luogo ad indesiderate fermentazioni unita ad altri alimenti, è da consumarsi come intermezzo per lo spuntino di metà mattina e del pomeriggio.
  • La colazione, che dovrebbe essere il pasto più importante della giornata e fornire energia a pronto rilascio per affrontare il lavoro o lo studio, sarà composta di carboidrati (ad es. pane e marmellata), una bevanda (tè o caffè) non zuccherata (si intende con zucchero sbiancato) ma addolcita con un dolcificante vegetale o del miele o dello zucchero grezzo, un frullato od un succo di frutta “vera”, uno yogurt magro in cui la frutta “finta” sia sostituita da fragole, frutti di bosco o banana fresca.

Queste le regole ed i consigli generali, più nello specifico vorrei ricordare alcuni altri accorgimenti:

  • Ridurre od eliminare il sale da cucina, sostituendolo con erbe aromatiche in abbondanza e spezie
  • Ridurre gli alcolici (vino e birra non fanno male, anzi apportano elementi nutritivi importanti, è la quantità eccessiva che nuoce).
  • Preferire il latte, i formaggi ed i latticini di origine caprina ed ovina
  • Per condire usare olio extra vergine di oliva (poco!) ed aceto preferibilmente di mele, in quanto quello di vino, se non casalingo, è spesso addizionato di acido acetico e di metabisolfiti.
  • Se cucinate legumi non freschi, come pure orzo e farro integrali, lasciateli a bagno nell’acqua due o tre giorni per avviarne la germinazione, risulteranno più digeribili e nutrienti.
  • Scegliete pasta, riso, pane e cereali in genere integrali “veri”, il che significa non ricostituiti con farine raffinate a cui viene addizionata la crusca, perché i loro carboidrati complessi sono meno assorbibili e quindi in definitiva forniscono meno calorie. Inoltre le fibre non digeribili sono insostituibili per mantenere l’intestino pulito, con una flora batterica equilibrata e per eliminare le tossine.
  • I Vegetariani ed i Vegani, ed ancor più i Fruttariani, dovranno prestare particolari attenzioni nella scelta e nell’abbinamento dei cibi, in modo da equilibrare l’intake di aminoacidi essenziali, ed eventualmente integrarli con un prodotto di elevata qualità e di sicura origine vegetale che ne garantisca l’apporto bilanciato.
  • Naturalmente chi ha problemi di peso dovrà seguire un regime alimentare particolarmente curato e sostituire in toto o parzialmente l’apporto di proteine animali, e di conseguenza di grassi, con un’integrazione aminoacidica mirata a sostituire il surplus di grassi, pur apportando la necessaria, anzi indispensabile, quota di precursori delle proteine, per evitare cali ponderali dovuti non all’eliminazione della massa grassa, bensì al calo della massa magra, conconseguente perdita di tonicità dei tessuti.

Questo è uno stile di vita che tutti possono seguire con poca fatica, che chiunque può far proprio, non comportando grandi sacrifici, ma in compenso permettendo, nella maggioranza dei casi, di risolvere problemi anche seri e di prevenire le malattie degenerative aumentando la risposta immunitaria dell’organismo, grazie all’elevato apporto di sostanze antiossidanti.

Queste poche righe vogliono essere solo un’introduzione ad una più ampia ed approfondita trattazione dell’alimentazione e dei suoi aspetti più variegati, e dell’integrazione in caso di carenze di elementi nutrizionali.

L’argomento è di grande attualità, ma spesso viene trascurato, o meglio non analizzato a fondo, non spiegato in maniera chiara ed esaustiva, ricco di dettagli e risvolti importantissimi che, per ignoranza o convenienza o malafede vengono spesso taciuti.

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Alimentazione e Infiammazione

Ovvero come risolvere una serie di problematiche legate alle cattive abitudini alimentari.

Per “problematiche” non intendo solo i chili di troppo, che perseguitano una gran parte della popolazione infantile ed adulta, ma anche malesseri o patologie più o meno gravi, che possono ricevere giovamento od addirittura remissione totale seguendo uno schema di alimentazione congruo.

Sto parlando di dolori artritici, ed articolari in genere, allergie ed intolleranze, psoriasi, emicranie croniche, malattie degenerative, problemi digestivi e reflusso esofageo, stitichezza, stanchezza cronica ecc.

Spesso infatti la cattiva alimentazione è la causa scatenante e sostenente di questi malesseri e malattie, in quanto provoca un’autointossicazione ed un’acidosi dei tessuti.

Più diminuisce la riserva alcalina dei tessuti, più aumenta la possibilità di ammalarsi (ricordiamo che anche il sovrappeso e l’obesità sono malattie e causa scatenante di altre patologie correlate).

Una vera e propria interazione tra gli alimenti ed il processo infiammatorio purtroppo non è sostenuta da studi clinici eseguiti per ciascuna tipologia di alimento, comunque ne esistono alcuni che hanno, assunti in eccesso, un effetto di questo tipo.

A questa categoria appartengono i cibi confezionati e di preparazione industriale, in quanto ricchi di additivi e di grassi, soprattutto i fritti, i grassi idrogenati, la carne rossa (che, non dimentichiamo, contiene acido urico in abbondanza), lo zucchero bianco, che in quanto sbiancato chimicamente contiene residui tossici, le bibite gassate, che contengono conservanti, coloranti ed acido carbonico, i dolcificanti sintetici come l’Aspartame e la Saccarina, che hanno effetti simili a quelli dello zucchero bianco, il sale da cucina ed il sale iodato, che sono sali raffinati e sbiancati, sostituibili dal sale integrale, i latticini, soprattutto per chi è intollerante al lattosio, il glutine, specialmente per gli intolleranti ed i celiaci, e per ultimi gli alcolici, anche se nel vino rosso sono presenti sostanze con funzione antiossidante ed antinfiammatoria (naturalmente tutto dipende dalla quantità).

Le regole da seguire sono poche e le rinunce coinvolgono solo pochi alimenti, per altro facilmente sostituibili con altri altrettanto gustosi.

Vediamo subito cosa va ridotto od eliminato o sostituito nell’alimentazione quotidiana:

  • Ridurre od eliminare l’eccesso di carni rosse e l’utilizzo di carboidrati raffinati (farine bianche, zucchero bianco, pasta bianca, riso brillato ecc.), che spesso sono trattati chimicamente. Sostituire con carni bianche, pesce, cereali e derivati integrali, zucchero grezzo. In questo modo si ridurrà ampiamente l’apporto di grassi animali e si combatterà la stitichezza cronica, che impedisce la corretta eliminazione delle tossine proinfiammatorie.
  • Imparare a leggere attentamente le etichette dei cibi confezionati, che spesso sono un desolante elenco di conservanti, coloranti, addensanti e porcherie varie.
  • Gestire l’alimentazione nell’arco della giornata differenziando i cibi, ”segmentando” gli alimenti ed abbinandoli tra loro seguendo poche, semplici regole:
  • Non mescolare carboidrati e proteine, cioè cibi basici e cibi acidi.
  • Suddividere carboidrati e proteine nei pasti principali, cioè i carboidrati a pranzo e le proteine alla sera, per facilitarne la digestione e l’utilizzo per fornire in maniera corretta l’apporto nutrizionale all’organismo.
  • Le verdure, sostanzialmente neutre, serviranno da contorno mezzogiorno e sera.
  • La frutta, che potrebbe dar luogo ad indesiderate fermentazioni unita ad altri alimenti, è da consumarsi come intermezzo per lo spuntino di metà mattina e del pomeriggio.
  • La colazione, che dovrebbe essere il pasto più importante della giornata e fornire energia a pronto rilascio per affrontare il lavoro o lo studio, sarà composta di carboidrati (ad es. pane e marmellata), una bevanda (tè o caffè) non zuccherata (si intende con zucchero sbiancato) ma addolcita con un dolcificante vegetale o del miele o dello zucchero grezzo, un frullato od un succo di frutta “vera”, uno yogurt magro in cui la frutta “finta” sia sostituita da fragole, frutti di bosco o banana fresca.

Queste le regole ed i consigli generali, più nello specifico vorrei ricordare alcuni altri accorgimenti:

  • Ridurre od eliminare il sale da cucina, sostituendolo con erbe aromatiche in abbondanza e spezie
  • Ridurre gli alcolici (vino e birra non fanno male, anzi apportano elementi nutritivi importanti, è la quantità eccessiva che nuoce).
  • Preferire il latte, i formaggi ed i latticini di origine caprina ed ovina
  • Per condire usare olio extra vergine di oliva (poco!) ed aceto preferibilmente di mele, in quanto quello di vino, se non casalingo, è spesso addizionato di acido acetico e di metabisolfiti.
  • Se cucinate legumi non freschi, come pure orzo e farro integrali, lasciateli a bagno nell’acqua due o tre giorni per avviarne la germinazione, risulteranno più digeribili e nutrienti.
  • Scegliete pasta, riso, pane e cereali in genere integrali “veri”, il che significa non ricostituiti con farine raffinate a cui viene addizionata la crusca, perché i loro carboidrati complessi sono meno assorbibili e quindi in definitiva forniscono meno calorie. Inoltre le fibre non digeribili sono insostituibili per mantenere l’intestino pulito, con una flora batterica equilibrata e per eliminare le tossine.

Un’alimentazione corretta svolge un’azione benefica complessa nei riguardi dei vari organi e tra queste azioni è compresa la funzione antinfiammatoria a livello di vari distretti, soprattutto intestinale, muscolare ed articolare.

L’azione antinfiammatoria può essere esaltata e coadiuvata dai fitoterapici, tra i quali mi sento di raccomandare l’Artiglio del Diavolo (Harpagofitum Procumbens) ed il Ribes Nero (Ribes Nigrum) per bocca e la pomata o l’olio d’Arnica per massaggi ed applicazioni locali.

L’Artiglio del Diavolo, di cui si impiegano gli estratti delle radici, è una pianta rampicante africana, i cui principi attivi sono Harpacoside, Harpagide e Procumbide, glicosidi con effetto antinfiammatorio, analgesico ed antipiretico. Le indicazioni sono nella tendinite, osteoartrite, artrite reumatoide, cervicalgie ed infiammazioni dolorose della colonna vertebrale.

Il Ribes Nigrum è una pianta europea, di cui si impiegano gli estratti delle bacche, delle foglie e delle gemme, ricchi di Flavonoidi e Glicosidi, che stimolano la produzione di Cortisolo, che svolge una spiccata azione antinfiammatoria e quindi può essere impiegato per ridurre i dolori muscolari da affaticamento, quelli articolari, alla schiena ed artrosici in genere.

L’Arnica in estratto, olio, pomata, trova un valido impiego nella cura dei dolori reumatici, dei traumi e delle infiammazioni muscolo-tendinee ed articolari.

La Spirea Ulmaria (ricchissima di Salicilati non ulcerogeni),svolge azione antinfiammatoriaanalgesica ed antipiretica, in quanto inibisce la sintesi delle prostaglandine, responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò utilizzata per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, artrite reumatoide, dolori articolari, mal di denti, mal di schiena e cervicale.

L’Artiglio del Diavolo ed il Ribes Nigrum solitamente si impiegano come tintura madre per bocca, oppure il macerato glicerico sempre per bocca oppure con applicazione sulla zona dolente tramite Elettroporazione.

L’Arnica viene impiegata per uso topico, mai per bocca perché tossica, oppure come olio o pomata sempre tramite Elettroporazione.

La Spirea Ulmaria si utilizza normalmente come estratto secco in capsule o compresse od ancora come tintura madre, sempre per bocca.

Naturalmente nel regno vegetale sono molte di più le piante i cui principi attivi svolgono un’azione antinfiammatoria ed analgesica, queste sono le più facilmente reperibili e più utilizzate per questo tipo di patologie.

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Alimentazione e Colesterolo

Rispondo qui al nostro cliente che ha chiesto espressamente di parlare di questo argomento.

Quello che è il Colesterolo ormai lo sanno tutti, è un argomento usato ed abusato, nel senso che è stato demonizzato come il male assoluto (guarda caso dai produttori di statine).

Due parole per introdurre l’argomento: esistono due tipi di colesterolo, l’LDL (Low density lipoprotein, lipoproteina a bassa densità) che è quello subdolo che si deposita sulle pareti arteriose, e l’HDL (High density lipoprotein, lipoproteina ad alta densità), che è quello che funge da spazzino ed ingloba le molecole a bassa densità trasportandole verso il fegato.

Il Colesterolo può essere di origine endogena (cioè prodotto dall’organismo), che è quello percentualmente più rilevante, e di origine esogena, cioè assimilato con l’alimentazione.

L’ipercolesterolemia non è prerogativa della popolazione adulta, ma può verificarsi, molto raramente peraltro, e per motivi genetici, nel bambino.

Le funzioni del colesterolo sono molto importanti: è coinvolto nel processo di digestione, grazie alla formazione della bile; partecipa alla produzione di vitamina D, utile per la salute delle ossa; favorisce la costruzione della parete delle cellule, in particolare del sistema nervoso; consente la formazione di ormoni come il testosterone e gli estrogeni.

Certo l’alimentazione ha un peso nell’aumento del tasso colesterolemico, tanto che nei casi più lievi variare il proprio stile di alimentazione è sufficiente a riportarlo nella norma, ed inoltre ciò può servire a potenziare l’efficacia delle terapie anticolesterolo permettendo così la riduzione della quantità di farmaci prescritti, con evidente beneficio per la riduzione degli effetti collaterali.

Non credo sia il caso di dilungarsi sulle diete anticolesterolo, anche se spesso se n’è scritto a sproposito. Se ne trovano dappertutto, ma alla fine le regole da seguire sono poche e semplici:

  • Ridurre i grassi animali in genere
  • Aumentare la quantità di verdura, legumi e frutta
  • Mangiare carboidrati integrali, ricchi di fibre
  • Mangiare più pesce, ricco di Omega 3
  • Condire con olii vegetali

Certo tutto questo non fa certo male, ma senza esagerazioni ed esasperazioni.

Il problema colesterolo per almeno una ventina d’anni è stato sopravvalutato, in buona fede o ad arte, tant’è vero che i tassi presentati come fisiologici sono stati variati più volte secondo convenienza.

In definitiva il colesterolo non è pericoloso più di tanto se non è associato ad altri fattori di rischio che sono i veri killer del cuore (fumo ed ipertensione in primis).

Dopo anni di demonizzazione il rischio colesterolo, grazie a studi scientifici condotti seriamente, è stato di molto ridimensionato. Con questo comunque alimentarsi in maniera corretta e soprattutto svolgere una sana attività fisica permettono di mantenere in buona efficienza la macchina uomo.

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Acido Ialuronico e Collagene per Articolazioni ed Estetica

di Fabio Cannilla

Acido Ialuronico e Collagene per Articolazioni ed Estetica : ovvero prendere due piccioni con una fava!

Data la non più giovane età, qualche anno fa ho iniziato a sentire l’esigenza di trovare una buona fonte di Acido Ialuronico e Collagene, la cui produzione endogena, come tutti sanno, inizia a diminuire dopo i 20-25 anni, per le mie articolazioni e legamenti provati da svariati anni di attività sportiva pesante.

Un amico medico svizzero, che frequentavo anche per ragioni di lavoro, mi ha consigliato un integratore prodotto da un’azienda del suo Cantone, consiglio che ho subito seguito trovandomi benissimo.

Infatti il prodotto in questione costituiva una novità eccellente nel panorama dei soliti integratori consigliati dagli ortopedici, a base degli scontatissimi Glucosamina e Condroitin Solfato, per la sua formulazione molto articolata, composta da principi attivi sinergici ed in grado di garantire un’azione antinfiammatoria e riparativa sulle strutture articolari ed annessi, e particolarmente efficace in caso di Osteoartrosi, Condropatie, Tendinopatie, Lesioni della cartilagine e Lesioni dei legamenti, tutti questi poco simpatici problemi di cui soffrono gli sportivi e chi inizia ad avere qualche anno di troppo.

In breve tempo ho notato un netto miglioramento dell’intero apparato muscolo scheletrico, in special modo di quelle articolazioni che in passato avevano subito delle lesioni per cui era stato necessario ricorrere in un caso ad un’ingessatura ed in un altro ad un’operazione, seguite entrambe da un periodo di fastidiosa riabilitazione.

Ma il miglioramento notato non era evidente solo nelle articolazioni, ma anche in un altro distretto, cosa alla quale subito non diedi peso, anzi proprio non lo collegai con l’utilizzo dell’integratore Condroalfa, che assumevo per mantenere e migliorare le proprietà di scorrimento articolare e di ammortizzazione della cartilagine, rallentando così in maniera significativa il deterioramento delle articolazioni, dei tendini e dei legamenti.

La formulazione di Condroalfa è la seguente : Acido Ialuronico, Condroitin Solfato, Glucosamina, MSM (Metil Sulfonil Metano), Fortigel™, Ribolife™, Revifast™

In seguito trovai il prodotto anche in Italia e, oltre a consigliarlo alle persone che mi chiedevano informazioni riguardo disturbi e patologie articolari e muscolo-scheletriche, me ne interessai per il mio lavoro, proponendolo ad un pubblico più vasto.

Oltre a contenere i classici Glucosamina e Condroitin Solfato, come abbiamo visto sopra ha un alto contenuto di Acido Ialuronico e la sua formula innovativa comprende Ribolife™ (polinucleotidi liberi), Revifast™, integratore alimentare di Resveratrolo ad alta biodisponibilità, e Fortigel™, il Collagene idrolizzato più idoneo alla promozione della ricrescita cartilaginea, oltre al MSM (Metil Sulfonil Metano) il quale, oltre ad una spiccata azione antinfiammatoria sui tessuti, aumenta il trofismo della cute.

Iniziamo subito a dire che un’elevata quantità di Acido Ialuronico e Collagene nella formulazione garantiscono un’eccellente azione sui distretti anatomici interessati, e quest’azione è potenziata dall’effetto antiossidante (e quindi anti age) del Resveratrolo Revifast™, il quale normalmente viene reso biodisponibile nell’organismo in percentuale del 20% ma, grazie all’azione dei Polinucleotidi di Ribolife™, questa percentuale arriva oltre il 60%, svolgendo quindi un effetto molto più marcato.

Queste caratteristiche avrebbero già dovuto spiegarmi gli effetti positivi riscontrati, ma il collegare direttamente il prodotto al beneficio è venuto in un secondo tempo, grazie ad una persona che mi aveva richiesto una consulenza sull’impiego per bocca di un prodotto cosmeceutico (peraltro molto costoso), proposto appunto per riparare i danni dell’età sulla cute del viso e del corpo.

Studiando infatti la formulazione di questo e di altri prodotti analoghi, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione dei principi attivi, ho scoperto che Condroalfa poteva rappresentare un’alternativa senz’altro più valida, sia per la concentrazione senz’altro superiore ,che per l’ulteriore effetto positivo rappresentato dai principi antiossidanti ed antiage contenuti.

Da allora parecchie persone che lo hanno utilizzato principalmente per uso estetico, per restituire alla cute tono ed elasticità, con conseguente riduzione delle rughe presenti, hanno riscontrato un ulteriore beneficio sull’apparato osteoarticolare, e viceversa per chi lo assumeva a scopo curativo.

In sintesi i classici due piccioni con una fava ad un costo veramente contenuto!