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Sali Minerali

I Sali Minerali fanno parte di quegli elementi indispensabili per il funzionamento e la salute dell’organismo umano che non possono essere autoprodotti (sono definiti infatti Minerali Essenziali), ma necessariamente assorbiti con l’alimentazione.

Concorrono alla produzione di energia, alla formazione dei vari organi e tessuti ed all’equilibrio salino cellulare.

Si suddividono in Macroelementi e Microelementi, od Oligoelementi, a seconda della quantità in cui sono presenti nell’organismo.

Ai Macroelementi, che sono i costituenti fondamentali e strutturali delle molecole biologiche, o circolano nei fluidi extracellulari in forma ionica, appartengono Calcio, Fosforo, Magnesio, Sodio, Potassio, Cloro e Zolfo.

Agli Oligoelementi, dei quali alcuni sono estremamente tossici anche in quantità minime e di cui di alcuni non si conosce a fondo la funzione biochimica, appartengono  Ferro, Rame, Zinco, Fluoro, Iodio, Selenio, Cobalto, Cromo, Manganese, Silicio, Nichel, Vanadio e Tungsteno. Sono soggetti ad accumulo, e quindi esplicano attività tossica e cancerogenica se presenti oltre i limiti di soglia, per cui è sempre opportuno non ricorrere ad integrazioni, se non prescritte dal medico a fronte di carenze conclamate (es.Ferro o Iodio).

La principale fonte di apporto di questi elementi è l’acqua, oltre agli alimenti di origine vegetale, animale e minerale (principalmente il sale da cucina). Le quantità consigliate nella dieta umana variano secondo il peso corporeo, il genere, l’età, l’attività svolta, ma sulla base comune di parametri consolidati e definiti da Organismi Medici transnazionali.

I sali minerali presenti negli alimenti non sono termolabili, per cui non vengono modificati dalla cottura, tuttavia la loro concentrazione può diminuire in quanto essi possono parzialmente sciogliersi nell’acqua utilizzata, possono cambiare solubilità, legarsi e chelarsi a diverse molecole, e cambiare così la loro biodisponibilità. Il metodo di cottura a vapore dei cibi evita ad esempio la diluizione dei sali.

Normalmente una dieta alimentare equilibrata è sufficiente per l’acquisizione da parte dell’organismo della quantità di sali minerali necessari.

Un eccesso di Sali minerali nell’alimentazione porta sempre a complicanze più o meno gravi. Se prendiamo ad esempio il normale sale da cucina, o cloruro di sodio, l’eccesso di un suo utilizzo causa ritenzione idrica e scompensi della pompa cellulare sodio-potassio, producendo patologie cardiache anche gravi.

I Sali Minerali vengono eliminati con l’urina, le feci ed il sudore, per cui è buona norma, durante il periodo estivo, e comunque quando si svolgono attività aerobiche che incrementano notevolmente la sudorazione, bere molta acqua e mangiare molta frutta, per reidratarsi e rimpiazzare gli elettroliti perduti. L’integrazione va assunta solo in casi particolari di sforzi estremi e di effettiva necessità,   sotto controllo medico, altrimenti più che inutile diventa pericolosa per il buon equilibrio fisiologico.

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Funzione Epatica e Renale

Fegato e Rene, organi interni del complesso organismo umano (e non solo), rivestono un’importanza essenziale nel mantenerlo in buona salute.

Il Fegato è una delle poche parti dell’organismo che la scienza e la medicina non sono ancora state in grado di sostituire con l’equivalente biomeccanico, infatti, se nel caso del Rene è possibile sostituirne la funzione con gli apparecchi di dialisi, nel caso del Fegato ancora nulla è stato inventato.

Si tratta infatti dell’organo, più precisamente di una ghiandola, di dimensioni maggiori e più complesso del corpo umano, per quantità e varietà delle funzioni.

Alcune delle più importanti sono la Gluconeogenesi (formazione del Glucosio, nutriente principale delle cellule), la produzione della Bile (emulsionante dei grassi che si rendono così disponibili per l’assorbimento a livello intestinale), la sintesi del Colesterolo (essenziale, quando non in eccesso, per il buon mantenimento delle cellule), la sintesi dei Trigliceridi (fonte di energia per la vita cellulare), la sintesi dei fattori di coagulazione (Fibrinogeno e Trombina), la funzione di deposito di emergenza (Vit. B12, Ferro e Rame), la regolazione della concentrazione ematica delle sostanze nutrienti, l’escrezione delle sostanze che hanno svolto un’azione biochimica e quindi sono state rimpiazzate da altre attive ( es. Emoglobina ed Ammoniaca), la funzione di filtraggio e metabolizzazione delle sostanze tossiche assunte, che viene sfruttata anche per la somministrazione di alcune forme farmaceutiche, che in questo modo liberano la loro forma attiva grazie al lavoro epatico, la produzione, nei primi tre mesi di gestazione, dei globuli rossi nel feto, in attesa che il midollo osseo si sviluppi completamente.

Il sistema digerente demolisce le proteine negli amminoacidi costituenti, che poi vengono assorbiti a livello intestinale. Quando gli amminoacidi sono inglobati nelle cellule, alcuni vengono utilizzati direttamente per la sintesi di nuove proteine, altri subiscono la rimozione del gruppo amminico (-NH2) e vengono poi utilizzati come fonte di energia o per la sintesi di nuove molecole. I gruppi amminici vengono trasformati e liberati sotto forma di ammoniaca (NH3), che è molto tossica e viene elaborata nel fegato ad Urea ed Acido Urico, perdendo gran parte della tossicità. Il flusso sanguigno nell’apparato Cardiovascolare trasporta le sostanze nutrienti e l’ossigeno in tutti i distretti dell’organismo, dal centro verso la periferia, e ne riporta l’anidride carbonica e le scorie. Mentre l’anidride carbonica viene eliminata con la respirazione polmonare, le scorie azotate, come l’urea e l’acido urico, vengono in maggior parte concentrate ed eliminate dall’apparato renale ed urinario, il quale svolge anche altre funzioni: regola la concentrazione plasmatica di sodio, potassio, cloro, calcio ed altri ioni che vengono eliminati con le urine, regola la volemia e la pressione arteriosa attraverso il controllo dell’acqua persa con le urine, la liberazione di ormoni come l’eritropoietina (che stimola la produzione di globuli rossi) e la liberazione della renina, contribuisce alla regolarizzazione del pH ematico, svolge un’azione selettiva conservando elementi nutritivi come il glucosio e gli amminoacidi, che non vengono eliminati con le urine ma riassorbiti, agisce in tandem con il fegato nell’opera di disintossicazione dalle tossine esogene od endogene.

Il rene in definitiva funge da filtro ad osmosi inversa, recuperando parte dell’acqua, che è il maggior costituente dell’urina, concentrando le sostanze di scarto ed avviandole al sistema urinario per l’escrezione.

Fegato e Rene sono coinvolti quindi in numerose ed onerose funzioni, è quindi auspicabile che tutti siano a conoscenza degli effetti deleteri causati da fattori di stress tossico e da sovraccarico, e che siano informati  su come gestire la propria alimentazione, sull’uso corretto dei farmaci, sui principi e le pratiche di disintossicazione e sulla gestione di un’integrazione consapevole e mirata in caso di necessità.

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Fosforo

Il Fosforo, elemento chimico altamente reattivo, infiammabile e tossico, fa parte della categoria dei Macroelementi indispensabili per l’organismo, poiché è coinvolto in tutte le trasformazioni energetiche a livello cellulare: nel corpo umano è presente nel sangue, nelle ossa, nei denti, nel tessuto nervoso, nel cuore, nei muscoli, nelle molecole del materiale genetico (DNA e RNA) e nelle membrane cellulari.

Coadiuva l’assorbimento del calcio a livello intestinale, in quanto legandosi ad esso e dando luogo alla formazione di Fosfato di Calcio ne permette l’assorbimento a livello intestinale, per cui è impiegato sinergicamente nelle cure per l’Osteoporosi e risulta fondamentale per la formazione ossea.

Stimola il potere rigenerativo delle cellule, la produzione di energia ed il corretto sviluppo dell’organismo, migliora la memoria e rinvigorisce in caso di stanchezza e depressione in quanto svolge un’azione antiastenica a livello cerebrale.

Il fosforo entra nel meccanismo d’impiego delle vitamine ed è particolarmente efficace nelle patologie della vista, dell’udito e dell’olfatto. Inoltre, svolge una funzione tampone per il mantenimento dell’equilibrio del PH nel sangue.

La carenza di fosforo si può tradurre in demineralizzazione ossea, ritardo e alterazione nello sviluppo, disturbi cardiaci e neurologici, asma e spasmi respiratori, atonia muscolare, nervosismo, stress. Un eccesso invece può provocare uno squilibrio nell’assimilazione del calcio.

 

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Fibre Alimentari

Le Fibre Alimentari (distinte in Solubili ed Insolubili, che hanno in comune la capacità di inglobare liquidi),  possono essere considerate Alimenti Funzionali, detti anche Alicamenti, in quanto, essendo indigeribili, perché inattaccabili dagli Enzimi, non apportano nutrienti all’organismo, ma svolgono importanti funzioni per il benessere generale e del tratto gastro-intestinale in particolare. Chimicamente sono formate da gomme, lignina, cellulosa e carboidrati a molecola talmente complessa, che non possono essere utilizzati come nutrimento. L’apporto calorico è nullo.

Le fonti più importanti sono la verdura, i legumi, la frutta, i cereali integrali, che proprio grazie alle fibre hanno un indice glicemico molto basso. L’alimentazione standard è povera di queste fibre, in quanto si privilegiano alimenti di origine animale e prodotti come la pasta, il riso ed il pane lavorati, sbiancati e privati della loro parte corticale, che è rappresentata appunto dalla fibra.

E’ perciò importante cambiare le proprie abitudini alimentari inserendo nel menu quotidiano alimenti ricchi di fibre, in quanto esse concorrono a regolare l’alvo, combattere la stitichezza e prevenire emorroidi e diverticolosi. Queste sostanze e gli alimenti che le contengono sono efficaci anche nella prevenzione del cancro del colon e di alcune malattie metaboliche, come diabete e ipercolesterolemia in quanto hanno un elevato potere assorbente, fungono cioè da spazzini, inglobando tossine presenti nei cibi, colesterolo LDL e prodotti della fermentazione intestinale.

Dato che inglobano liquidi, aumentando notevolmente di volume, producono un importante effetto saziante, distendendo le pareti gastriche ed inibendo così i recettori che regolano lo stimolo della fame . Ecco perché sono consigliate anche nelle diete dimagranti.

Potrete facilmente trovare in internet le tabelle nelle quali sono rappresentati gli alimenti di origine vegetale ed il relativo contenuto in fibre alimentari.

Normalmente sono sufficienti per un adulto circa 30 g di fibre al giorno per mantenere in buona salute l’apparato gastro-intestinale, e questa quantità può essere raggiunta tramite un’alimentazione mirata oppure integrandola con alimenti funzionali od ancora assumendole disperse in un bicchiere di yogurt o di spremuta di frutta (la miglior fibra è costituita dalla Crusca di Avena Sativa).

Come per tutti gli alimenti ed integratori, superare questo limite è controproducente, in quanto un eccesso, invece di esercitare un’azione benefica, può causare disturbi gastro-intestinali come stitichezza, meteorismo, flatulenza e soprattutto inibire l’assorbimento da parte dei villi intestinali dei Sali minerali essenziali e delle vitamine.

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Ferro

E’ uno dei Macroelementi Minerali indispensabili per la salute dell’organismo umano (e non solo). Lo troviamo associato all’Emoglobina (Ferro Eminico), che svolge l’importante funzione di ossigenazione dei tessuti e nella Mioglobina che rappresenta la forma di riserva di Ossigeno a livello muscolare, oppure non legato (Ferro non Eminico), che costituisce la riserva organica.

E’ coinvolto, in qualità di componente di importanti sistemi enzimatici, in numerose reazioni del metabolismo energetico.

Le fonti nutrizionali principali da cui assumere Ferro sono principalmente le carni (in particolare il fegato), alcuni pesci e molluschi, i legumi, alcune verdure e frutti. Il fattore più importante, che ne regola l’assorbimento, non è la quantità presente negli alimenti, bensì la biodisponibilità, che risulta essere superiore nei derivati carnei (ferro eminico) che non in quelli vegetali o lattiero-caseari (ferro non eminico). Uno dei fattori che favoriscono l’assorbimento di Ferro non eminico è rappresentato dalla Vitamina C, che deve essere sempre presente in una quota di alimenti nella dieta quotidiana oppure oggetto di opportuna integrazione.

La dose giornaliera consigliata di Ferro, secondo l’IMS (Istituto mondiale della Sanità) è di circa 14 mg al giorno.

Una carenza di Ferro provoca nei casi più gravi Anemia, in quelli più lievi scarsa resistenza allo sforzo, diminuita capacità intellettiva, minori difese immunitarie, problemi in gravidanza ecc.

Un eccesso può provocare invece una superproduzione di radicali liberi.

Come detto sopra il Ferro risulta più assimilabile in presenza di vitamina C, per cui il consiglio è di accompagnare le pietanze che lo contengono con verdure, meglio se crude, che contengono vitamina C in quantità (Peperone, peperoncino, broccoli, cavolfiore, prezzemolo, crescione ecc.).

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Difesa Immunitaria

Il Sistema di Difesa Immunitaria è la risposta dell’organismo agli attacchi esterni ed interni portati da Batteri, Virus, altri microorganismi patogeni ed i loro prodotti, gli Antigeni. E’un sistema estremamente complesso, costituito da un insieme di cellule, tessuti ed organi diffusi in tutto l’organismo e collegati tra loro dai circoli sanguigno e linfatico, che svolgono la funzione di riconoscimento ed eliminazione delle strutture che potrebbero scatenare l’insulto patogeno.

L’organismo umano possiede due meccanismi di reazione distinti, ma che interagiscono tra loro:

  1. Immunità Aspecifica od innata, che si sviluppa a partire dal periodo prenatale con meccanismi specifici ed aspecifici e comprende la barriera cutanea e le mucose, la difesa fisiologica, la risposta fagocitaria e quella infiammatoria mediata dalle Citochine. Comprende il sistema del completamento, la migrazione dei globuli bianchi mediata dalla liberazione di Interferone, la lisi diretta dei batteri, le proteine plasmatiche deputate alla difesa immunitaria con funzione di reazione Antigene-Anticorpo, il sistema dei Fagociti mononucleati prodotti nel fegato, nel midollo Osseo e nei Linfonodi e le cellule Natural Killer, che provocano l’Apoptosi (morte) della cellula infetta tramite un meccanismo di perforazione della membrana e l’inoculo di Enzimi.
  2. Immunità Specifica od adattativa, che comprende mediatori chimici e cellulari responsabili di una risposta difensiva più potente e mirata in grado di riconoscere qualunque forma di antigene e di attaccarlo. Le cellule deputate a questo sistema di difesa sono i Leucociti, che si differenziano in Th1 (linfociti T helper 1) e Th2 (linfociti T helper 2), a seconda dell’antigene che devono contrastare.

Se l’agente patogeno è rappresentato da un virus o batterio intracellulare come quelli della Tubercolosi della Salmonellosi la risposta sarà di tipo Th 1, mentre se l’infezione sarà portata da un batterio extracellulare, come sono la maggior parte dei batteri, miceti od antigeni alimentari, in grado di scatenare intolleranze od allergie, la risposta sarà di tipo Th 2.

In un organismo sano i meccanismi Th 1 e Th 2 sono in equilibrio tra loro e, al momento dell’aggressione patogena, intervengono a seconda della necessità. Una volta risolto il conflitto, Th 1 e Th 2 ritornano in equilibrio. Se ciò non avviene, in caso quindi di un organismo defedato, e non si ricostituisce l’equilibrio, se prevale Th1 l’individuo ha una maggiore possibilità di sviluppare malattie di tipo autoimmune (sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete mellito, celiachia, etc.), mentre la persona il cui sistema immunitario è squilibrato verso Th2 può, con maggiore probabilità, soffrire di problematiche allergiche.

Ora, probabilmente è più chiaro il significato di equilibrio del sistema immunitario, ma soprattutto che da questo equilibrio dipende lo stato di salute dell’individuo.

Avere un sistema immunitario in equilibrio significa maggiori probabilità di prevenire le malattie e migliori possibilità di superarle rapidamente. Per ottenere ciò è indispensabile condurre una vita sana, alimentarsi correttamente e rafforzare le difese immunitarie con tutto ciò che ci offre la natura ed i migliori integratori.

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Dieta Ipocalorica

di Fabio Cannilla

La dieta ipocalorica, come suggerisce l’etimologia delle parole, è in sintesi l’assunzione di alimenti, espressi in contenuto calorico, inferiori al fabbisogno giornaliero stimato dell’individuo.

Per nessuna ragione deve essere autoprescritta, ma va effettuata sotto stretto controllo del medico dietologo o del terapeuta abilitato, solo ed unicamente qualora ne sia ravvisata l’effettiva necessità , e cioè in caso di sovrappeso e di patologie conclamate ad esso associate, come ad esempio Dislipidemie (Colesterolo Totale  e/o LDL Alto, trigliceridi elevati), Iperglicemia o Diabete Mellito Tipo 2,  Ipertensione Arteriosa, Iperuricemia e/o Gotta e sindrome metabolica, che risulta dalla concomitanza di due o più delle precedenti.

Come detto sopra, la dieta ipocalorica trova la sua indicazione nella riduzione del sovrappeso o nella cura dell’obesità,  mai deve essere prescritta a persone sane in normopeso e/o senza alterazioni del metabolismo che la rendano giustificabile, causando malnutrizione ed altri inconvenienti anche gravi.

La sua utilità risiede nel fatto che, oltre ad eliminare progressivamente la massa grassa, nel contempo abbassa indirettamente sia il rischio di insorgenza, sia la gravità delle malattie metaboliche, e svolge inoltre un effetto diretto sui parametri fisiologici (ad es. quelli ematici ed emodinamici) quali indicatori dello stato di salute.

Una dieta ipocalorica corretta e ben strutturata riduce il colesterolo LDL e totale, innalza l’HDL, ed abbassa  i trigliceridi, la glicemia, la pressione arteriosa, l’uricemia e  migliora altri indici ematici come i parametri di infiammazione sistemica.

Può quindi essere considerata, a tutti gli effetti, una vera e propria terapia alimentare (ricordate: CIBO PRIMA MEDICINA), applicabile solo ed esclusivamente nei soggetti in sovrappeso, per migliorarne qualità ed aspettativa di vita, riducendo il rischio dello scatenamento di patologie anche mortali, attraverso la riduzione della massa grassa e promuovendo il ripristino dei parametri fisiologici ottimali.

La sola dieta ipocalorica non è però sufficiente se ad essa non viene associata la terapia motoria, intesa come incremento dello sforzo compiuto nell’arco della giornata, attraverso un moderato esercizio aerobicoatto a stimolare il metabolismo.

SOLO dietro prescrizione del medico, e SOLO in caso di necessità conclamata, deve essere associata la terapia farmacologica, da non confondere con l’integrazione di sostanze alimentari coadiuvanti il semplice apporto ipocalorico.

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Citochine

di Fabio Cannilla

Le Citochine sono mediatori polipeptidici, non antigene-specifici, che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti, si tratta dunque di proteine regolatorie, che agiscono in ambiente extracellulare.

Sono prodotte transitoriamente, secondo necessità, ed in genere queste proteine agiscono a breve distanza dal luogo di produzione, e di regola non si ritrovano in quantità importanti in circolo in condizioni normali, da una varietà di cellule o, quando la produzione è ristretta a cellule linfoidi, come nel caso di interleuchina-2(IL-2) e interferone-γ (IFN-γ), questa rappresenta soltanto una delle tante funzioni che caratterizzano la cellula produttrice.

Molte citochine non sono specializzate, ma agiscono su una grande varietà di cellule e di tessuti ed inoltre citochine strutturalmente diverse, come è il caso di interleuchina-1 (IL-1) e del fattore di necrosi tumorale(TNF), hanno azioni che in larga misura si sovrappongono. Nessuna di queste caratteristiche distintive è assoluta, alcune sono presenti in quantità cospicue in circolo in condizioni normali mentre altre sono prodotte in risposta a segnali infiammatori locali, ma agiscono a distanza sul fegato contribuendo alla risposta di fase acuta. Dunque, i criteri che definiscono i confini dell’universo delle citochine non sono rigidi ed assoluti.

Una semplice modalità di classificazione utile dal punto di vista operativo è quella di distinguere le citochine sulla base delle loro proprietà funzionali. La classificazione funzionale è una ipersemplificazione e deve essere considerata più uno strumento di orientamento che non un modo accurato di definire la funzione di queste molecole.

Una classificazione funzionale delle citochine comprende: (a) le citochine emopoietiche (per es., i fattori di crescita dell’emopoiesi, o CSF); (b) le citochine infiammatorie primarie (per es., IL-1 ) ; (c) le citochine antinfiammatorie o immunosoppressive (IL-10 ); (d) le citochine infiammatorie secondarie (le chemochine); (e) le citochine dell’immunità specifica (per es., IL-2).

Particolarmente importanti sono in questo campo le recenti scoperte della superfamiglia delle chemochine, che ha avuto un impatto trasversale in settori diversi della biologia che vanno dalla ricerca sul virus dell’HIV all’immunologia, e quelle sull’immunobiologia delle citochine quali IL-1 e TNF, che hanno portato allo sviluppo di strategie terapeutiche innovative per malattie quali l’artrite reumatoide e le malattie infiammatorie intestinali.

Un sistema immunitario che funziona correttamente è l’arma migliore di prevenzione delle patologie.

Questo è il motivo per cui è importante che il sistema linfatico, il fegato, i reni, i polmoni e l’intestino funzionino in modo appropriato.

E’ quindi importante che tutti abbiano ben chiaro il concetto di utilizzare il cibo e gli integratori nutraceutici (non a sproposito) come prima medicina, per sostenere e stimolare la risposta immunitaria.

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Carbonio

Carboidrati, Proteine, Lipidi, Acidi Grassi, cioè tutti i macronutrienti, hanno in comune un elemento fondamentale: il Carbonio, che legato ad Ossigeno, Idrogeno, Azoto, Fosforo ed altri microelementi, forma queste molecole organiche importantissime ai fini della nutrizione.

Il Carbonio è un elemento chimico con numero atomico 6, presente in natura sotto varie forme, dal Carbone all’Anidride Carbonica ed entra in tutte o quasi tutte le reazioni biochimiche che avvengono nel corpo umano per fornire l’energia necessaria per la vita.

Come detto, lo troviamo in tutti gli alimenti, per cui è praticamente impossibile soffrire di carenza, anzi è proprio vero l’opposto, in quanto un’alimentazione troppo ricca di composti del carbonio (carboidrati, lipidi ecc.) causa un eccessivo ed indesiderato deposito sotto forma di grassi.

Come sempre, una dieta appropriata e commisurata all’effettivo fabbisogno ed il moto costituiscono  la strategia di base per mantenere in equilibrio il metabolismo basale e non incorrere in disturbi più o meno gravi, ma sempre spiacevoli.

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Azoto

di Fabio Cannilla.

L’Azoto è un elemento chimico con numero atomico 7, presente in natura nell’aria, di cui costituisce il 78,09% ed in numerosi composti minerali. Il significato della parola Azoto, che deriva dal greco, è A (privo) Zoè (di vita), in quanto non permette la combustione dell’ossigeno e di conseguenza la respirazione cellulare.

L’importanza dell’Azoto per la salute e la vita risiede nella sua forma coniugata nelle proteine, negli acidi nucleici, in alcune vitamine ed in altri composti organici presenti in tutti gli organismi animali e vegetali, in cui il legame Peptidico o Covalente dell’Azoto serve a conferire tridimensionalità alle strutture.

Tramite una reazione biochimica, la Deaminazione (che coinvolge le Proteine, le Basi Azotate, la Citosina, la 5-Metilcitosina e l’editing dell’RNA), l’Azoto, una volta esaurita l’importante funzione di legame, deve essere smaltito, poiché durante questa fase, legandosi ad una molecola d’acqua, dà luogo alla formazione di una sostanza altamente tossica, l’Ammoniaca. Questa reazione serve a riciclare gli Aminoacidi quando le proteine e le altre molecole abbiano esaurito la loro funzione.

Non è certo questa la sede nella quale approfondire questi concetti di Biochimica e Fisiologia, ma comunque è importante tenere ben presente quali conseguenze si possono verificare a valle di questo meccanismo qualora un evento stressante intervenisse a modificarlo in senso negativo.

Se l’organismo è in equilibrio e la Deaminazione avviene in modo corretto, l’ Ammoniaca che si è formata si lega all’Anidride Carbonica, formando un nuovo composto, l’Urea, meno tossica, che viene eliminata attraverso i reni nell’urina.

Se ciò non avviene correttamente, qualora per sovraccarichi del sistema digerente ed escretore dovute ad un’alimentazione sbilanciata o per altri fattori, si instaura uno stato di intossicazione generale dell’organismo, per il rilascio di un surplus di Ammoniaca che non può essere correttamente trasformata in Urea.

Le conseguenze potrebbero essere gravissime e scatenare patologie coinvolgenti gli organi deputati all’escrezione od addirittura causare mutazioni genetiche del DNA e RNA.

Come sempre, qualora non siano presenti a monte patologie debilitanti degli organi preposti all’escrezione od altri fattori intrinseci, l’alimentazione sana e bilanciata gioca un ruolo importantissimo che è alla base della salute generale dell’individuo e sicuramente è la prima medicina indispensabile al ristabilimento dell’equilibrio in caso di patologie pregresse!