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Integratori e Dieta Dimagrante

Innanzi tutto va detto che non esiste un integratore miracoloso che faccia perdere massa grassa senza aggiunta di una serie di accorgimenti volti a migliorare l’alimentazione e stimolare il metabolismo. Se ne esistesse uno efficace, sarebbe una delle più grandi scoperte della Medicina!

La fonte energetica più importante per l’organismo è costituita dai Carboidrati e dai Lipidi, o Grassi che dir si voglia. Il potere calorico dei grassi è oltre il doppio di quello dei carboidrati (9 cal. contro 4 per grammo) e, mentre le scorte di glucidi dell’organismo sono piuttosto scarse, rappresentando circa l’1% del peso corporeo, quelle di lipidi sono quasi illimitate e crescono grazie ad un’alimentazione sregolata, disfunzioni ormonali e mancanza di esercizio fisico..

I grassi sono utilizzati dall’organismo per svariate funzioni, come la regolazione del metabolismo cellulare, il trasporto delle vitamine liposolubili, il mantenimento della normotermia e la sintesi ormonale, ma oltre certi limiti, e cioè quelli del fabbisogno fisiologico per mantenere le funzioni su accennate, si depositano impietosamente in tutte le parti del corpo, interne e soprattutto esterne, con simpatici effetti di arrotondamento della silhouette. Tipico esempio i glutei nelle donne ed il giro vita negli uomini.

E’quindi necessario forzare l’organismo a consumare la massa grassa in sovrappiù, senza creare deperimento della massa magra, come spesso avviene nelle diete squilibrate.

Partendo da questo presupposto, quello che posso consigliare qualora si volesse seguire una dieta dimagrante efficace e dagli effetti duraturi ( naturalmente cambiando in parte ed ottimizzando il proprio stile di alimentazione anche e soprattutto dopo il conseguimento degli obiettivi ) è di seguire uno schema alimentare collaudato e personalizzato, di dedicare almeno mezz’ora al giorno al movimento (basta la classica passeggiata a passo veloce senza interruzioni) ed assumere un integratore aminoacidico che sostituisca in toto od in parte l’apporto di proteine da altre fonti, in modo da ridurre od eliminare l’intake di grassi e zuccheri (o carboidrati che dir si voglia).

Data la mia pluriennale esperienza, mi sento di consigliare l’integratore che ritengo più valido sotto tutti i profili, e cioè il SON Formula, in quanto contiene tutti gli aminoacidi essenziali in sequenza ed in percentuale definita, con un NNU (Utilizzo netto di azoto) pari al 99% (secondo la Food and Drug americana, che lo ha certificato).

Questo significa che l’utilizzo degli aminoacidi in qualità di precursori della sintesi proteica è pressochè totale, non dando luogo alla formazione di cataboliti che sovraccaricherebbero inutilmente rene e fegato, come succede sia utilizzando gli alimenti come fonte proteica, che utilizzando i comuni integratori proteici.

I risultati di studi clinici comparativi in doppio cieco e triplo e quadruplo crossover sul NNU ( Net Nitrogen Utilization, o utilizzo netto di Azoto), condotti in America e pubblicati su PubMed, hanno evidenziato nei soggetti che hanno assunto SON Formula in sostituzione totale delle proteine alimentari come esso non produca scorie azotate e che l’NNU sia pari al 99% , cioé che 99 parti seguono la via anabolica e vengono quindi assimilate in toto, ed una sola parte viene escreta sotto forma di scorie. Un risultato eccezionale considerando che l’uovo, il migliore alimento proteico che ci dona la natura ha un NNU pari a circa il 65%, il tutto senza causare problemi di bilancio azotato e quindi senza carico per fegato e reni.

La composizione di Son formula è caratterizzata dalla proporzione dei diversi amminoacidi essenziali presenti in quantità bilanciata tale che non vi sono amminoacidi limitanti. Un’altra caratteristica del Son Formula è determinata dalla natura chimica dei suoi componenti, infatti, gli aminoacidi si comportano da anfoteri, acidi in ambiente basico e viceversa basici in ambiente acido avendo così un effetto tampone; gli amminoacidi rispetto alle proteine sono già predigeriti e vengono assimilati in meno di 30 minuti nel primo tratto del duodeno, il che lo rende essere utilizzabile con efficacia nei soggetti gastroresecati.

In Italia SON Formula è stato sperimentato in ambito ospedaliero per lungo tempo, in vari reparti di cliniche universitarie ed in studi medici, per varie necessità terapeutiche, dal dimagrimento al trattamento della malnutrizione senile, nei reparti di nefrologia per i dializzati ed i sofferenti di patologie renali fino al trattamento dei cachettici. Qui di seguito un esempio di uno studio compiuto su pazienti con diverso grado di sovrappeso ed obesità:

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Fibre Alimentari

Le Fibre Alimentari (distinte in Solubili ed Insolubili, che hanno in comune la capacità di inglobare liquidi),  possono essere considerate Alimenti Funzionali, detti anche Alicamenti, in quanto, essendo indigeribili, perché inattaccabili dagli Enzimi, non apportano nutrienti all’organismo, ma svolgono importanti funzioni per il benessere generale e del tratto gastro-intestinale in particolare. Chimicamente sono formate da gomme, lignina, cellulosa e carboidrati a molecola talmente complessa, che non possono essere utilizzati come nutrimento. L’apporto calorico è nullo.

Le fonti più importanti sono la verdura, i legumi, la frutta, i cereali integrali, che proprio grazie alle fibre hanno un indice glicemico molto basso. L’alimentazione standard è povera di queste fibre, in quanto si privilegiano alimenti di origine animale e prodotti come la pasta, il riso ed il pane lavorati, sbiancati e privati della loro parte corticale, che è rappresentata appunto dalla fibra.

E’ perciò importante cambiare le proprie abitudini alimentari inserendo nel menu quotidiano alimenti ricchi di fibre, in quanto esse concorrono a regolare l’alvo, combattere la stitichezza e prevenire emorroidi e diverticolosi. Queste sostanze e gli alimenti che le contengono sono efficaci anche nella prevenzione del cancro del colon e di alcune malattie metaboliche, come diabete e ipercolesterolemia in quanto hanno un elevato potere assorbente, fungono cioè da spazzini, inglobando tossine presenti nei cibi, colesterolo LDL e prodotti della fermentazione intestinale.

Dato che inglobano liquidi, aumentando notevolmente di volume, producono un importante effetto saziante, distendendo le pareti gastriche ed inibendo così i recettori che regolano lo stimolo della fame . Ecco perché sono consigliate anche nelle diete dimagranti.

Potrete facilmente trovare in internet le tabelle nelle quali sono rappresentati gli alimenti di origine vegetale ed il relativo contenuto in fibre alimentari.

Normalmente sono sufficienti per un adulto circa 30 g di fibre al giorno per mantenere in buona salute l’apparato gastro-intestinale, e questa quantità può essere raggiunta tramite un’alimentazione mirata oppure integrandola con alimenti funzionali od ancora assumendole disperse in un bicchiere di yogurt o di spremuta di frutta (la miglior fibra è costituita dalla Crusca di Avena Sativa).

Come per tutti gli alimenti ed integratori, superare questo limite è controproducente, in quanto un eccesso, invece di esercitare un’azione benefica, può causare disturbi gastro-intestinali come stitichezza, meteorismo, flatulenza e soprattutto inibire l’assorbimento da parte dei villi intestinali dei Sali minerali essenziali e delle vitamine.

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Ferro

E’ uno dei Macroelementi Minerali indispensabili per la salute dell’organismo umano (e non solo). Lo troviamo associato all’Emoglobina (Ferro Eminico), che svolge l’importante funzione di ossigenazione dei tessuti e nella Mioglobina che rappresenta la forma di riserva di Ossigeno a livello muscolare, oppure non legato (Ferro non Eminico), che costituisce la riserva organica.

E’ coinvolto, in qualità di componente di importanti sistemi enzimatici, in numerose reazioni del metabolismo energetico.

Le fonti nutrizionali principali da cui assumere Ferro sono principalmente le carni (in particolare il fegato), alcuni pesci e molluschi, i legumi, alcune verdure e frutti. Il fattore più importante, che ne regola l’assorbimento, non è la quantità presente negli alimenti, bensì la biodisponibilità, che risulta essere superiore nei derivati carnei (ferro eminico) che non in quelli vegetali o lattiero-caseari (ferro non eminico). Uno dei fattori che favoriscono l’assorbimento di Ferro non eminico è rappresentato dalla Vitamina C, che deve essere sempre presente in una quota di alimenti nella dieta quotidiana oppure oggetto di opportuna integrazione.

La dose giornaliera consigliata di Ferro, secondo l’IMS (Istituto mondiale della Sanità) è di circa 14 mg al giorno.

Una carenza di Ferro provoca nei casi più gravi Anemia, in quelli più lievi scarsa resistenza allo sforzo, diminuita capacità intellettiva, minori difese immunitarie, problemi in gravidanza ecc.

Un eccesso può provocare invece una superproduzione di radicali liberi.

Come detto sopra il Ferro risulta più assimilabile in presenza di vitamina C, per cui il consiglio è di accompagnare le pietanze che lo contengono con verdure, meglio se crude, che contengono vitamina C in quantità (Peperone, peperoncino, broccoli, cavolfiore, prezzemolo, crescione ecc.).

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Dieta Ipocalorica

di Fabio Cannilla

La dieta ipocalorica, come suggerisce l’etimologia delle parole, è in sintesi l’assunzione di alimenti, espressi in contenuto calorico, inferiori al fabbisogno giornaliero stimato dell’individuo.

Per nessuna ragione deve essere autoprescritta, ma va effettuata sotto stretto controllo del medico dietologo o del terapeuta abilitato, solo ed unicamente qualora ne sia ravvisata l’effettiva necessità , e cioè in caso di sovrappeso e di patologie conclamate ad esso associate, come ad esempio Dislipidemie (Colesterolo Totale  e/o LDL Alto, trigliceridi elevati), Iperglicemia o Diabete Mellito Tipo 2,  Ipertensione Arteriosa, Iperuricemia e/o Gotta e sindrome metabolica, che risulta dalla concomitanza di due o più delle precedenti.

Come detto sopra, la dieta ipocalorica trova la sua indicazione nella riduzione del sovrappeso o nella cura dell’obesità,  mai deve essere prescritta a persone sane in normopeso e/o senza alterazioni del metabolismo che la rendano giustificabile, causando malnutrizione ed altri inconvenienti anche gravi.

La sua utilità risiede nel fatto che, oltre ad eliminare progressivamente la massa grassa, nel contempo abbassa indirettamente sia il rischio di insorgenza, sia la gravità delle malattie metaboliche, e svolge inoltre un effetto diretto sui parametri fisiologici (ad es. quelli ematici ed emodinamici) quali indicatori dello stato di salute.

Una dieta ipocalorica corretta e ben strutturata riduce il colesterolo LDL e totale, innalza l’HDL, ed abbassa  i trigliceridi, la glicemia, la pressione arteriosa, l’uricemia e  migliora altri indici ematici come i parametri di infiammazione sistemica.

Può quindi essere considerata, a tutti gli effetti, una vera e propria terapia alimentare (ricordate: CIBO PRIMA MEDICINA), applicabile solo ed esclusivamente nei soggetti in sovrappeso, per migliorarne qualità ed aspettativa di vita, riducendo il rischio dello scatenamento di patologie anche mortali, attraverso la riduzione della massa grassa e promuovendo il ripristino dei parametri fisiologici ottimali.

La sola dieta ipocalorica non è però sufficiente se ad essa non viene associata la terapia motoria, intesa come incremento dello sforzo compiuto nell’arco della giornata, attraverso un moderato esercizio aerobicoatto a stimolare il metabolismo.

SOLO dietro prescrizione del medico, e SOLO in caso di necessità conclamata, deve essere associata la terapia farmacologica, da non confondere con l’integrazione di sostanze alimentari coadiuvanti il semplice apporto ipocalorico.

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Carbonio

Carboidrati, Proteine, Lipidi, Acidi Grassi, cioè tutti i macronutrienti, hanno in comune un elemento fondamentale: il Carbonio, che legato ad Ossigeno, Idrogeno, Azoto, Fosforo ed altri microelementi, forma queste molecole organiche importantissime ai fini della nutrizione.

Il Carbonio è un elemento chimico con numero atomico 6, presente in natura sotto varie forme, dal Carbone all’Anidride Carbonica ed entra in tutte o quasi tutte le reazioni biochimiche che avvengono nel corpo umano per fornire l’energia necessaria per la vita.

Come detto, lo troviamo in tutti gli alimenti, per cui è praticamente impossibile soffrire di carenza, anzi è proprio vero l’opposto, in quanto un’alimentazione troppo ricca di composti del carbonio (carboidrati, lipidi ecc.) causa un eccessivo ed indesiderato deposito sotto forma di grassi.

Come sempre, una dieta appropriata e commisurata all’effettivo fabbisogno ed il moto costituiscono  la strategia di base per mantenere in equilibrio il metabolismo basale e non incorrere in disturbi più o meno gravi, ma sempre spiacevoli.

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Azoto

di Fabio Cannilla.

L’Azoto è un elemento chimico con numero atomico 7, presente in natura nell’aria, di cui costituisce il 78,09% ed in numerosi composti minerali. Il significato della parola Azoto, che deriva dal greco, è A (privo) Zoè (di vita), in quanto non permette la combustione dell’ossigeno e di conseguenza la respirazione cellulare.

L’importanza dell’Azoto per la salute e la vita risiede nella sua forma coniugata nelle proteine, negli acidi nucleici, in alcune vitamine ed in altri composti organici presenti in tutti gli organismi animali e vegetali, in cui il legame Peptidico o Covalente dell’Azoto serve a conferire tridimensionalità alle strutture.

Tramite una reazione biochimica, la Deaminazione (che coinvolge le Proteine, le Basi Azotate, la Citosina, la 5-Metilcitosina e l’editing dell’RNA), l’Azoto, una volta esaurita l’importante funzione di legame, deve essere smaltito, poiché durante questa fase, legandosi ad una molecola d’acqua, dà luogo alla formazione di una sostanza altamente tossica, l’Ammoniaca. Questa reazione serve a riciclare gli Aminoacidi quando le proteine e le altre molecole abbiano esaurito la loro funzione.

Non è certo questa la sede nella quale approfondire questi concetti di Biochimica e Fisiologia, ma comunque è importante tenere ben presente quali conseguenze si possono verificare a valle di questo meccanismo qualora un evento stressante intervenisse a modificarlo in senso negativo.

Se l’organismo è in equilibrio e la Deaminazione avviene in modo corretto, l’ Ammoniaca che si è formata si lega all’Anidride Carbonica, formando un nuovo composto, l’Urea, meno tossica, che viene eliminata attraverso i reni nell’urina.

Se ciò non avviene correttamente, qualora per sovraccarichi del sistema digerente ed escretore dovute ad un’alimentazione sbilanciata o per altri fattori, si instaura uno stato di intossicazione generale dell’organismo, per il rilascio di un surplus di Ammoniaca che non può essere correttamente trasformata in Urea.

Le conseguenze potrebbero essere gravissime e scatenare patologie coinvolgenti gli organi deputati all’escrezione od addirittura causare mutazioni genetiche del DNA e RNA.

Come sempre, qualora non siano presenti a monte patologie debilitanti degli organi preposti all’escrezione od altri fattori intrinseci, l’alimentazione sana e bilanciata gioca un ruolo importantissimo che è alla base della salute generale dell’individuo e sicuramente è la prima medicina indispensabile al ristabilimento dell’equilibrio in caso di patologie pregresse!

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Assorbimento Intestinale e Produzione Endogena di Vitamina D

La Vitamina D è una delle vitamine liposolubili, per cui la frazione di origine alimentare viene assorbita coi grassi dalle pareti intestinali, grazie all’azione emulsionante della bile, mentre quella endogena, che si forma per azione dei raggi solari nella cute, per reazioni biochimiche che hanno come precursore il deidrocolesterolo, viene veicolata nel torrente sanguigno.

E’ importante ricordare che più una cute è pigmentata, minore è la quantità di vitamina D che si forma, per cui maggiore è la quota da assorbire con gli alimenti ed inoltre l’azione delle creme solari con fattore di protezione superiore ad 8 ne inibisce la sintesi, per cui bisogna tener conto di questi effetti limitanti.

Sia la quota assunta con gli alimenti ed assorbita dall’intestino che quella endogena formatasi nella cute vengono trasportate al fegato per essere immagazzinate; altri depositi si trovano nella pelle, nel cervello, nella milza e nelle ossa.

I lassativi a base di olio minerale possono distruggere la parte già immagazzinata nel tratto intestinale.

La grave carenza di calcio riscontrata nei nefropatici è stata attribuita all’incapacità dello organismo di metabolizzare correttamente le vitamine. Miglioramenti significativi nell’assorbimento sono stati riscontrati in quei pazienti ai quali è stata somministrata una dose supplementare di vitamina D di 100 UI.

Il latte di mucca, ma anche il latte umano, non contiene quantità sufficienti di vitamina D è deve perciò essere integrato o vitaminizzato.

Si ritiene che la vitamina lavori insieme all’ormone paratiroideo per regolare il trasporto del calcio. La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio dal tratto intestinale e la scomposizione e assimilazione del fosforo necessario per la formazione delle ossa.

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Alimentazione Prima Medicina

Non vi parlerò qui di miracoli e diete strepitose, di calorie e di bilance di precisione per pesare al grammo gli alimenti, ma semplicemente di come nutrirsi quotidianamente abbinando tra loro in maniera semplice e corretta gli alimenti che possono essere acquistati dal negozio sotto casa, eventualmente integrati con prodotti di comprovata efficacia e di origine naturale, per risolvere una serie di problematiche legate alle cattive abitudini alimentari.

Per “problematiche” non intendo solo i chili di troppo, che perseguitano una gran parte della popolazione infantile ed adulta, ma anche malesseri o patologie più o meno gravi, che possono ricevere giovamento od addirittura remissione totale seguendo uno schema di alimentazione congruo.

Sto parlando di dolori artritici, allergie ed intolleranzepsoriasi, emicranie croniche, malattie degenerative, problemi digestivi e reflusso esofageo, stitichezza, stanchezza cronica, ecc.

Spesso infatti la cattiva alimentazione è la causa scatenante e sostenente di questi malesseri e malattie, in quanto provoca un’autointossicazione ed un’acidosi dei tessuti.

Più diminuisce la riserva alcalina dei tessuti, più aumenta la possibilità di ammalarsi (ricordiamo che anche il sovrappeso e l’obesità sono malattie e causa scatenante di altre patologie correlate).

Le regole da seguire sono poche e le rinunce coinvolgono solo pochi alimenti, per altro facilmente sostituibili con altri altrettanto gustosi.

Vediamo subito cosa va ridotto od eliminato o sostituito nell’alimentazione quotidiana:

  • Ridurre od eliminare l’eccesso di carni rosse e l’utilizzo di carboidrati raffinati (farine bianche, zucchero bianco, pasta bianca, riso brillato ecc.), che spesso sono trattati chimicamente. Sostituire con carni bianche, pesce, cereali e derivati integrali, zucchero grezzo. In questo modo si ridurrà ampiamente l’apporto di grassi animali e si combatterà la stitichezza cronica, che impedisce la corretta eliminazione delle tossine.
  • Valutare attentamente la qualità del cibo che si acquista: in un mondo in cui la pubblicità martellante propone degli schemi di alimentazione che esulano totalmente da quello che è il corretto modo di alimentarsi e dei cibi-spazzatura che lungi dal nutrire avvelenano l’organismo, è possibile comunque voltare pagina, nutrirsi consapevolmente e, spesso, vedere risolti i propri problemi in pochi giorni o settimane.
  • Imparare a leggere attentamente le etichette dei cibi confezionati, che spesso sono un desolante elenco di conservanti, coloranti, addensanti e porcherie varie.
  • Bandire la pigrizia e dedicare più tempo a sé stessi ed ai propri famigliari (non è facile, ma non impossibile), per di più risparmiando. Quindi eliminare ciò che si trova a portata di mano negli scaffali dei supermercati e cioè le merendine piene di grassi idrogenati, i biscottini con più conservanti che farina, le bibite gassate piene di zucchero e coloranti, i “menu” ipercalorici e farciti di grassi, il pane confezionato che magicamente si mantiene morbido per mesi e così via, e tornare alle sane abitudini di una volta, cioè una fetta di pane, magari casereccio, con un cucchiaio di marmellata o miele, un bicchiere di latte (di capra o di soia), una spremuta d’arance od un frullato di frutta di stagione, dei biscotti fatti in casa con poco zucchero, ingredienti sani e tanto amore.
  • Cercare di acquistare prodotti di provenienza certa, per intenderci non pomidoro cinesi o mozzarella ungherese. Oggi è semplice entrare in un gruppo d’acquisto che si serve da produttori seri o servirsi presso uno dei tanti mercati degli agricoltori, nei quali si trova la verdura raccolta il giorno prima o la mattina stessa, e non conservata per lunghi periodi in atmosfera modificata, il pollo allevato a terra e non in una gabbietta, e la frutta della stagione corrente che non ha percorso migliaia di chilometri.
  • E una volta che avrete acquistato dei cibi sani cosa bisognerà imparare? Sicuramente come gestire l’alimentazione nell’arco della giornata, per evitare gonfiori, sonnolenza, disturbi intestinali ed altri malesseri. E’ difficile da farsi? E’un segreto per pochi iniziati? Assolutamente no, basta solo ”segmentare” gli alimenti ed abbinarli tra loro seguendo poche, semplici regole:
  • Non mescolare carboidrati e proteine, cioè cibi basici e cibi acidi.
  • Suddividere carboidrati e proteine nei pasti principali, cioè i carboidrati a pranzo e le proteine alla sera, per facilitarne la digestione e l’utilizzo per fornire in maniera corretta l’apporto nutrizionale all’organismo.
  • Le verdure, sostanzialmente neutre, serviranno da contorno mezzogiorno e sera.
  • La frutta, che potrebbe dar luogo ad indesiderate fermentazioni unita ad altri alimenti, è da consumarsi come intermezzo per lo spuntino di metà mattina e del pomeriggio.
  • La colazione, che dovrebbe essere il pasto più importante della giornata e fornire energia a pronto rilascio per affrontare il lavoro o lo studio, sarà composta di carboidrati (ad es. pane e marmellata), una bevanda (tè o caffè) non zuccherata (si intende con zucchero sbiancato) ma addolcita con un dolcificante vegetale o del miele o dello zucchero grezzo, un frullato od un succo di frutta “vera”, uno yogurt magro in cui la frutta “finta” sia sostituita da fragole, frutti di bosco o banana fresca.

Queste le regole ed i consigli generali, più nello specifico vorrei ricordare alcuni altri accorgimenti:

  • Ridurre od eliminare il sale da cucina, sostituendolo con erbe aromatiche in abbondanza e spezie
  • Ridurre gli alcolici (vino e birra non fanno male, anzi apportano elementi nutritivi importanti, è la quantità eccessiva che nuoce).
  • Preferire il latte, i formaggi ed i latticini di origine caprina ed ovina
  • Per condire usare olio extra vergine di oliva (poco!) ed aceto preferibilmente di mele, in quanto quello di vino, se non casalingo, è spesso addizionato di acido acetico e di metabisolfiti.
  • Se cucinate legumi non freschi, come pure orzo e farro integrali, lasciateli a bagno nell’acqua due o tre giorni per avviarne la germinazione, risulteranno più digeribili e nutrienti.
  • Scegliete pasta, riso, pane e cereali in genere integrali “veri”, il che significa non ricostituiti con farine raffinate a cui viene addizionata la crusca, perché i loro carboidrati complessi sono meno assorbibili e quindi in definitiva forniscono meno calorie. Inoltre le fibre non digeribili sono insostituibili per mantenere l’intestino pulito, con una flora batterica equilibrata e per eliminare le tossine.
  • I Vegetariani ed i Vegani, ed ancor più i Fruttariani, dovranno prestare particolari attenzioni nella scelta e nell’abbinamento dei cibi, in modo da equilibrare l’intake di aminoacidi essenziali, ed eventualmente integrarli con un prodotto di elevata qualità e di sicura origine vegetale che ne garantisca l’apporto bilanciato.
  • Naturalmente chi ha problemi di peso dovrà seguire un regime alimentare particolarmente curato e sostituire in toto o parzialmente l’apporto di proteine animali, e di conseguenza di grassi, con un’integrazione aminoacidica mirata a sostituire il surplus di grassi, pur apportando la necessaria, anzi indispensabile, quota di precursori delle proteine, per evitare cali ponderali dovuti non all’eliminazione della massa grassa, bensì al calo della massa magra, conconseguente perdita di tonicità dei tessuti.

Questo è uno stile di vita che tutti possono seguire con poca fatica, che chiunque può far proprio, non comportando grandi sacrifici, ma in compenso permettendo, nella maggioranza dei casi, di risolvere problemi anche seri e di prevenire le malattie degenerative aumentando la risposta immunitaria dell’organismo, grazie all’elevato apporto di sostanze antiossidanti.

Queste poche righe vogliono essere solo un’introduzione ad una più ampia ed approfondita trattazione dell’alimentazione e dei suoi aspetti più variegati, e dell’integrazione in caso di carenze di elementi nutrizionali.

L’argomento è di grande attualità, ma spesso viene trascurato, o meglio non analizzato a fondo, non spiegato in maniera chiara ed esaustiva, ricco di dettagli e risvolti importantissimi che, per ignoranza o convenienza o malafede vengono spesso taciuti.

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Alimentazione e Infiammazione

Ovvero come risolvere una serie di problematiche legate alle cattive abitudini alimentari.

Per “problematiche” non intendo solo i chili di troppo, che perseguitano una gran parte della popolazione infantile ed adulta, ma anche malesseri o patologie più o meno gravi, che possono ricevere giovamento od addirittura remissione totale seguendo uno schema di alimentazione congruo.

Sto parlando di dolori artritici, ed articolari in genere, allergie ed intolleranze, psoriasi, emicranie croniche, malattie degenerative, problemi digestivi e reflusso esofageo, stitichezza, stanchezza cronica ecc.

Spesso infatti la cattiva alimentazione è la causa scatenante e sostenente di questi malesseri e malattie, in quanto provoca un’autointossicazione ed un’acidosi dei tessuti.

Più diminuisce la riserva alcalina dei tessuti, più aumenta la possibilità di ammalarsi (ricordiamo che anche il sovrappeso e l’obesità sono malattie e causa scatenante di altre patologie correlate).

Una vera e propria interazione tra gli alimenti ed il processo infiammatorio purtroppo non è sostenuta da studi clinici eseguiti per ciascuna tipologia di alimento, comunque ne esistono alcuni che hanno, assunti in eccesso, un effetto di questo tipo.

A questa categoria appartengono i cibi confezionati e di preparazione industriale, in quanto ricchi di additivi e di grassi, soprattutto i fritti, i grassi idrogenati, la carne rossa (che, non dimentichiamo, contiene acido urico in abbondanza), lo zucchero bianco, che in quanto sbiancato chimicamente contiene residui tossici, le bibite gassate, che contengono conservanti, coloranti ed acido carbonico, i dolcificanti sintetici come l’Aspartame e la Saccarina, che hanno effetti simili a quelli dello zucchero bianco, il sale da cucina ed il sale iodato, che sono sali raffinati e sbiancati, sostituibili dal sale integrale, i latticini, soprattutto per chi è intollerante al lattosio, il glutine, specialmente per gli intolleranti ed i celiaci, e per ultimi gli alcolici, anche se nel vino rosso sono presenti sostanze con funzione antiossidante ed antinfiammatoria (naturalmente tutto dipende dalla quantità).

Le regole da seguire sono poche e le rinunce coinvolgono solo pochi alimenti, per altro facilmente sostituibili con altri altrettanto gustosi.

Vediamo subito cosa va ridotto od eliminato o sostituito nell’alimentazione quotidiana:

  • Ridurre od eliminare l’eccesso di carni rosse e l’utilizzo di carboidrati raffinati (farine bianche, zucchero bianco, pasta bianca, riso brillato ecc.), che spesso sono trattati chimicamente. Sostituire con carni bianche, pesce, cereali e derivati integrali, zucchero grezzo. In questo modo si ridurrà ampiamente l’apporto di grassi animali e si combatterà la stitichezza cronica, che impedisce la corretta eliminazione delle tossine proinfiammatorie.
  • Imparare a leggere attentamente le etichette dei cibi confezionati, che spesso sono un desolante elenco di conservanti, coloranti, addensanti e porcherie varie.
  • Gestire l’alimentazione nell’arco della giornata differenziando i cibi, ”segmentando” gli alimenti ed abbinandoli tra loro seguendo poche, semplici regole:
  • Non mescolare carboidrati e proteine, cioè cibi basici e cibi acidi.
  • Suddividere carboidrati e proteine nei pasti principali, cioè i carboidrati a pranzo e le proteine alla sera, per facilitarne la digestione e l’utilizzo per fornire in maniera corretta l’apporto nutrizionale all’organismo.
  • Le verdure, sostanzialmente neutre, serviranno da contorno mezzogiorno e sera.
  • La frutta, che potrebbe dar luogo ad indesiderate fermentazioni unita ad altri alimenti, è da consumarsi come intermezzo per lo spuntino di metà mattina e del pomeriggio.
  • La colazione, che dovrebbe essere il pasto più importante della giornata e fornire energia a pronto rilascio per affrontare il lavoro o lo studio, sarà composta di carboidrati (ad es. pane e marmellata), una bevanda (tè o caffè) non zuccherata (si intende con zucchero sbiancato) ma addolcita con un dolcificante vegetale o del miele o dello zucchero grezzo, un frullato od un succo di frutta “vera”, uno yogurt magro in cui la frutta “finta” sia sostituita da fragole, frutti di bosco o banana fresca.

Queste le regole ed i consigli generali, più nello specifico vorrei ricordare alcuni altri accorgimenti:

  • Ridurre od eliminare il sale da cucina, sostituendolo con erbe aromatiche in abbondanza e spezie
  • Ridurre gli alcolici (vino e birra non fanno male, anzi apportano elementi nutritivi importanti, è la quantità eccessiva che nuoce).
  • Preferire il latte, i formaggi ed i latticini di origine caprina ed ovina
  • Per condire usare olio extra vergine di oliva (poco!) ed aceto preferibilmente di mele, in quanto quello di vino, se non casalingo, è spesso addizionato di acido acetico e di metabisolfiti.
  • Se cucinate legumi non freschi, come pure orzo e farro integrali, lasciateli a bagno nell’acqua due o tre giorni per avviarne la germinazione, risulteranno più digeribili e nutrienti.
  • Scegliete pasta, riso, pane e cereali in genere integrali “veri”, il che significa non ricostituiti con farine raffinate a cui viene addizionata la crusca, perché i loro carboidrati complessi sono meno assorbibili e quindi in definitiva forniscono meno calorie. Inoltre le fibre non digeribili sono insostituibili per mantenere l’intestino pulito, con una flora batterica equilibrata e per eliminare le tossine.

Un’alimentazione corretta svolge un’azione benefica complessa nei riguardi dei vari organi e tra queste azioni è compresa la funzione antinfiammatoria a livello di vari distretti, soprattutto intestinale, muscolare ed articolare.

L’azione antinfiammatoria può essere esaltata e coadiuvata dai fitoterapici, tra i quali mi sento di raccomandare l’Artiglio del Diavolo (Harpagofitum Procumbens) ed il Ribes Nero (Ribes Nigrum) per bocca e la pomata o l’olio d’Arnica per massaggi ed applicazioni locali.

L’Artiglio del Diavolo, di cui si impiegano gli estratti delle radici, è una pianta rampicante africana, i cui principi attivi sono Harpacoside, Harpagide e Procumbide, glicosidi con effetto antinfiammatorio, analgesico ed antipiretico. Le indicazioni sono nella tendinite, osteoartrite, artrite reumatoide, cervicalgie ed infiammazioni dolorose della colonna vertebrale.

Il Ribes Nigrum è una pianta europea, di cui si impiegano gli estratti delle bacche, delle foglie e delle gemme, ricchi di Flavonoidi e Glicosidi, che stimolano la produzione di Cortisolo, che svolge una spiccata azione antinfiammatoria e quindi può essere impiegato per ridurre i dolori muscolari da affaticamento, quelli articolari, alla schiena ed artrosici in genere.

L’Arnica in estratto, olio, pomata, trova un valido impiego nella cura dei dolori reumatici, dei traumi e delle infiammazioni muscolo-tendinee ed articolari.

La Spirea Ulmaria (ricchissima di Salicilati non ulcerogeni),svolge azione antinfiammatoriaanalgesica ed antipiretica, in quanto inibisce la sintesi delle prostaglandine, responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò utilizzata per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, artrite reumatoide, dolori articolari, mal di denti, mal di schiena e cervicale.

L’Artiglio del Diavolo ed il Ribes Nigrum solitamente si impiegano come tintura madre per bocca, oppure il macerato glicerico sempre per bocca oppure con applicazione sulla zona dolente tramite Elettroporazione.

L’Arnica viene impiegata per uso topico, mai per bocca perché tossica, oppure come olio o pomata sempre tramite Elettroporazione.

La Spirea Ulmaria si utilizza normalmente come estratto secco in capsule o compresse od ancora come tintura madre, sempre per bocca.

Naturalmente nel regno vegetale sono molte di più le piante i cui principi attivi svolgono un’azione antinfiammatoria ed analgesica, queste sono le più facilmente reperibili e più utilizzate per questo tipo di patologie.

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Alimentazione e Colesterolo

Rispondo qui al nostro cliente che ha chiesto espressamente di parlare di questo argomento.

Quello che è il Colesterolo ormai lo sanno tutti, è un argomento usato ed abusato, nel senso che è stato demonizzato come il male assoluto (guarda caso dai produttori di statine).

Due parole per introdurre l’argomento: esistono due tipi di colesterolo, l’LDL (Low density lipoprotein, lipoproteina a bassa densità) che è quello subdolo che si deposita sulle pareti arteriose, e l’HDL (High density lipoprotein, lipoproteina ad alta densità), che è quello che funge da spazzino ed ingloba le molecole a bassa densità trasportandole verso il fegato.

Il Colesterolo può essere di origine endogena (cioè prodotto dall’organismo), che è quello percentualmente più rilevante, e di origine esogena, cioè assimilato con l’alimentazione.

L’ipercolesterolemia non è prerogativa della popolazione adulta, ma può verificarsi, molto raramente peraltro, e per motivi genetici, nel bambino.

Le funzioni del colesterolo sono molto importanti: è coinvolto nel processo di digestione, grazie alla formazione della bile; partecipa alla produzione di vitamina D, utile per la salute delle ossa; favorisce la costruzione della parete delle cellule, in particolare del sistema nervoso; consente la formazione di ormoni come il testosterone e gli estrogeni.

Certo l’alimentazione ha un peso nell’aumento del tasso colesterolemico, tanto che nei casi più lievi variare il proprio stile di alimentazione è sufficiente a riportarlo nella norma, ed inoltre ciò può servire a potenziare l’efficacia delle terapie anticolesterolo permettendo così la riduzione della quantità di farmaci prescritti, con evidente beneficio per la riduzione degli effetti collaterali.

Non credo sia il caso di dilungarsi sulle diete anticolesterolo, anche se spesso se n’è scritto a sproposito. Se ne trovano dappertutto, ma alla fine le regole da seguire sono poche e semplici:

  • Ridurre i grassi animali in genere
  • Aumentare la quantità di verdura, legumi e frutta
  • Mangiare carboidrati integrali, ricchi di fibre
  • Mangiare più pesce, ricco di Omega 3
  • Condire con olii vegetali

Certo tutto questo non fa certo male, ma senza esagerazioni ed esasperazioni.

Il problema colesterolo per almeno una ventina d’anni è stato sopravvalutato, in buona fede o ad arte, tant’è vero che i tassi presentati come fisiologici sono stati variati più volte secondo convenienza.

In definitiva il colesterolo non è pericoloso più di tanto se non è associato ad altri fattori di rischio che sono i veri killer del cuore (fumo ed ipertensione in primis).

Dopo anni di demonizzazione il rischio colesterolo, grazie a studi scientifici condotti seriamente, è stato di molto ridimensionato. Con questo comunque alimentarsi in maniera corretta e soprattutto svolgere una sana attività fisica permettono di mantenere in buona efficienza la macchina uomo.